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La protesta di Italia Nostra: "Serve una sede adeguata per l’Accademia di Belle Arti"

Per l'associazione impegnata nella salvaguardia dei beni culturali una delle soluzioni possibili potrebbe essere il magazzino ex Sir

Anche la sezione ravennate di Italia Nostra alza la voce per protestare contro il bando di gara emesso dal Comune di Ravenna, alla ricerca di un edificio del centro storico da affittare ed adibire a sede dell’Accademia di Belle Arti e dell’Istituto Superiore di Studi Musicali Verdi. Una polemica già innescata nelle scorse settimane da Lista per Ravenna.

La nuova sede dovrebbe ospitare infatti i due istituti ravennati, ma come sottolineano da Italia Nostra: "nei 1500 mq di superficie richiesti nel bando non potrebbe certamente insediarsi l’intero istituto dell’Accademia, che quindi resterebbe ancora dislocato in via delle Industrie, ubicazione che viene discussa da tempo. Ci chiediamo dunque chi si avvantaggerà di questa operazione, che andrà a pesare sulle tasche dei cittadini con una nuova locazione, sommata ai 120.000 euro di affitto annuale più manutenzione per la sede attuale, e il cui beneficio, di immagine e di utilità pratica, resta tutto da scoprire".

"Nella via verso la tanto auspicata statizzazione, - prosegue la sezione ravennate di Italia Nostra - nessuna svolta da parte dell’amministrazione comunale, nessun segnale concreto per riconoscere il prestigio degli antichi istituti di formazione artistica, ed in particolare dell’Accademia di Belle Arti, dotandola di sede adeguata, agevole e unitaria. Perché certamente l’offerta didattica potrebbe solo giovarsi se dotata di un edificio funzionale, significativo e legato alla storia della città, e la nostra preziosa Accademia divenire anche per questo motivo nota ed appetibile per tanti studenti. Possibile che il Comune consideri così poco una delle sue maggiori eccellenze, diciamolo pure, internazionali, da non avere nemmeno una proposta, un’idea di dove collocarla?"

"Tante potevano essere le soluzioni. - aggiunge l'associazione di salvaguardia dei beni culturali - Una tra tutte, se davvero il Comune volesse ottimizzare gli investimenti e gli spazi ed accrescere il prestigio dei nostri istituti artistici, la scelta di una sede adeguata nella Darsena del futuro. Gli edifici del passato industriale, per loro natura, ma anche per la previsione dei piani urbanistici, sono perfetti per accogliere attività artistiche. Tanti esempi di recuperi avviati in tutto il mondo in tal senso lo dimostrano. E perché no, lo ribadiamo ancora, il magazzino ex Sir?"

"Che cosa si sta pensando di fare - conclude lo staffdi Italia Nostra - di un edificio dichiarato bene culturale che, quindi, per obblighi di legge, non può essere lasciato andare in rovina come invece sta lentamente accadendo? Conad, che lo possiede in comproprietà, come intende procedere, dopo aver avuto via libera pressoché ovunque sul nostro territorio? Il sindaco aveva parlato di un nuovo progetto polifunzionale... a che punto siamo? E anche se non fosse per l’Accademia, la necessità di spazi flessibili a disposizione della collettività risulta sempre più urgente. Non possiamo rassegnarci che tante nostre eccellenze restino spezzettate in varie sedi tutte inadeguate, costose e disagevoli per gli studenti, e che tanti edifici di pregio vadano in rovina impoverendo i quartieri, che invece debbono ritornare a risplendere come meritano". 

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