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La Regione lavora per progettare una 'scuola d'estate': "Può diventare uno strumento importante"

"Siamo giunti alla conclusione che è necessario costruire un piano che si possa integrare in ogni caso con il progetto che sta delineando il Ministero dell’Istruzione"

Collaborazione stretta tra Regione, Ufficio scolastico regionale, Ministero dell’istruzione e territori. È questa la chiave di interpretazione che la Regione vuole dare nella progettazione di un’idea di 'scuola d’estate', che in questo secondo anno di pandemia da Covid-19 può diventare uno strumento importante a disposizione di ragazzi e famiglie.

“Per quanto riguarda la promozione delle attività per il recupero della socialità nel periodo estivo per gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado - ha detto giovedì in Commissione assembleare l’assessore regionale alla Scuola Paola Salomoni - abbiamo ripreso il ragionamento con l'Ufficio Scolastico Regionale. Siamo giunti alla conclusione che è necessario costruire un piano che si possa integrare in ogni caso con il progetto che sta delineando il Ministero dell’Istruzione, indipendentemente dai tempi e dalle modalità che il Ministero stesso vorrà attuare”.

“Stiamo inoltre verificando - ha concluso l’assessore - che l’azione regionale sia compatibile con tutte le attività che alcuni enti hanno già delineato, perché vogliamo che non solo sia sinergico con il piano che sta elaborando il Ministero, ma che si integri positivamente anche con le attività che i territori della regione stanno già elaborando”.

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