La Regione stanzia 25mila euro per il progetto ravennate sui campi profughi Saharawi

Gli ambiti di intervento ricorrenti sono la sanità, il settore agro-alimentare, l’educazione e la tutela dei minori, l’inclusione sociale ed economica di donne e giovani.

Il Comune si è aggiudicato un contributo di 25mila euro per il progetto “Salud Primero, per la tutela della salute e la promozione dell’accesso ai servizi sanitari di base nei campi profughi saharawi” presentato nell’ambito dei progetti di cooperazione internazionale con i Paesi in via di sviluppo e in via di transizione co-finanziati dalla Regione Emilia Romagna. In continuità con le passate progettualità, il Comune interviene a tutela della salute della popolazione saharawi rifugiata nei pressi di Tindouf, in Algeria, sostenendo principalmente le risorse umane locali (medici, ostetriche, paramedici, tecnici) in un’ottica di prevenzione, assistenza della popolazione locale e professionalizzazione delle figure sanitarie saharawi.

Il progetto viene realizzato con la collaborazione di altre organizzazioni ed enti fra cui l’associazione Kabara Lagdaf (Modena), AUSER Ravenna, RC Mistral, ONG CISP, associazione Forlivese Malattie del Fegato, il locale Ministero della Salute Pubblica. "Grazie a questi nuovi finanziamenti – evidenzia Ouidad Bakkali, assessora alla Cooperazione internazionale - continuiamo a svolgere la nostra parte nell'ambito delle politiche di cooperazione internazionale promosse dalla nostra Regione. Queste politiche sono oggi più urgenti che mai per promuovere una cultura della cittadinanza globale che ci renda sempre più consapevoli che ciò che succede nelle aree più povere del mondo ci riguarda da vicino e anche gli enti locali possono fare la loro parte".

Il Comune di Ravenna infatti è anche fra i partner del progetto “Educazione Saharawi – Diritto all’ educazione, diritto al futuro per le nuove generazioni Saharawi”, teso a migliorare la qualità dell’offerta educativa scolastica rivolta ai giovani saharawi e rafforzare la loro consapevolezza circa l’importanza delle opportunità di apprendimento di qualità, presentato dalla ONG CISP, che è titolare di un contributo regionale di 25mila euro.

Proseguono anche le attività di cooperazione in Senegal, grazie al partenariato con i progetti “Comunità resilienti in rene nel Senegal rurale”, assegnato all’ associazione MANI (Parma) e “Santé Sans Frontières” della Fondazione Nuovo Villaggio del Fanciullo. Con un contributo regionale di  49mila296 euro, “Comunità resilienti” contribuisce a migliorare la condizione femminile e rafforzarne il ruolo pubblico nello sviluppo delle comunità di 4 villaggi nelle regioni di Thies e Fatick (sicurezza alimentare, welfare generativo, educazione alla salute e accesso ai servizi sanitari, alfabetizzazione e scolarizzazione). La Fondazione Nuovo Villaggio del Fanciullo, con un contributo di 25mila013 euro per interventi nella Regione di Ziguinchor (Casamance) per migliorare il sistema sanitario della zona di Oukout e contribuire alla ristrutturazione di alcuni reparti di ginecologia e ostetricia, di alcune strutture di prima accoglienza (medicina di urgenza) e di fornire alcuni mezzi diagnostici trasportabili da un villaggio ad un altro, oltre che l’acquisto di una ambulanza fluviale per poter rendere più tempestivo l’intervento medico e aiutare anche le popolazioni distanti dal Poste de Santé di Oussuye.

Sono complessivamente 41 i progetti ammessi dalla Regione Emilia Romagna, proposti da associazioni, ONG ed enti locali, per un importo complessivo di 1.253.575 euro. Gli ambiti di intervento ricorrenti sono la sanità, il settore agro-alimentare, l’educazione e la tutela dei minori, l’inclusione sociale ed economica di donne e giovani.

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