Cronaca

La rete contro la Dad attacca la Regione: "L'istruzione in presenza è pari opportunità"

Il comitato regionale della Scuola in Presenza: "Si può essere soddisfatti di una politica che ha tirato al ribasso per la frequenza in presenza nella nostra regione fino all'ultimo?"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RavennaToday

In riferimento all'ennesima uscita dell’ assessore Donini che prima sostiene la dad per i non vaccinati, poi che sulla scuola decide la scuola, poi cambia idea e "andiamo a prenderli tutti davanti alle scuole" e infine che tutti dovrebbero essere contenti delle sue esternazioni, i comitati Per la Scuola In Presenza uniti in Rete da nord e sud, ribadiscono che non solo nessun genitore, ma nessun cittadino italiano può ritenersi "felice" fino a quando la scuola italiana verrà messa in subordine a qualunque condizione perché – dicono - spiace l'assessore fatichi a coglierne il valore, ma l'apprendimento è un diritto essenziale e inviolabile così come le pari opportunità per TUTTI gli studenti.

“Si può essere soddisfatti di una politica che ha tirato al ribasso per la frequenza in presenza nella nostra regione fino all'ultimo?” si chiedono i referenti dei comitati emiliano romagnoli “L'anno si è concluso con studenti chiusi in casa per metà del tempo scolastico a fronte di una zona quasi bianca con pochissime decine di nuovi positivi in tutta la regione in 15gg. Pare un fronte no-scuola quello di cui Donini fa parte – dicono - che invece di preoccuparsi della vera salute pubblica dei giovani, fatta di relazione, di speranza e prospettiva, dimentica di proteggerli garantendo loro la presenza nelle aule per tutti, senza discriminazione. 
Esattamente come l’estate scorsa - fanno sapere - nessun intervento a favore della scuola è ad oggi noto, con la differenza che ora sta sfuggendo la reale priorità: la generazione che tutti abbiamo cercato di proteggere nell'ultimo anno e mezzo. Ci appelliamo alla regione Emilia Romagna affinché rinnovi l’invito agli ultrasessantenni ancora indecisi e timorosi a vaccinarsi, a tutela della loro salute e anche per proteggere giovani  e nipoti che potranno così tornare a vivere la normalità di cui hanno bisogno -  Ricordano dal coordinamento Emilia Romagna di Rete Nazionale Scuola in Presenza che “ad oggi per ben il 40% dei settantenni e quasi il 10% degli ottantenni non è stato ancora completamente immunizzato.

Il benessere psicofisico dei giovani invece è stato talmente ignorato nella nostra regione da evitare di rendere pubblica nei report Covid regionali, l'impennata dei dati dei ricoveri nei reparti di neuropsichiatria infantile, delle diagnosi dei disturbi della sfera comportamentale, dei tentativi e di quelli purtroppo riusciti di suicidio in età evolutiva, quale effetto della mancata relazione dovuta alla didattica a distanza. La salute di tutti i giovani passa dai cancelli della scuola che Donini però vuole aprire solo per alcuni, come se l'isolamento in dad fosse una punizione da infliggere a chi chiede solo il rispetto della propria volontà, dato che ad oggi in Italia non sussiste alcun obbligo vaccinale.”

Infine, la coordinatrice Stefania Montebelli sottolinea che i genitori e gli insegnanti aderenti a Rete Nazionale Scuola in Presenza, non solo riconoscono la validità dei vaccini per la salute pubblica, ma sollecitano la regione a porre rimedio quanto prima per le fasce di popolazione a rischio. “Prenderemo provvedimenti nelle sedi opportune contro chiunque tenterà di denigrare i nostri comitati con la falsa e facile etichettatura di no vax con l'unico scopo di mettere a tacere chi è a favore della difesa della scuola in presenza per tutti i bambini e ragazzi italiani senza se e senza ma.”

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