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Venerdì, 20 Maggio 2022
Cronaca

La "rivolta dei pannoloni" per anziani: "Sono pochi e di scarsa qualità"

Il capogruppo di Lista per Ravenna Alvaro Ancisi ha presentato un'interrogazione sui pannoloni che le persone con problemi di incontinenza hanno diritto a ricevere dall'Ausl

La “Rivolta dei pannoloni” è il titolo di un’interrogazione che Mirco Bignari, consigliere Pd, rivolse alla regione nel novembre 2017 e che partì dai familiari di persone con problemi di incontinenza che lamentavano come gli “ausili ad assorbenza” – questo il nome tecnico dei cosiddetti pannoloni – che esse hanno diritto di ricevere dall’Ausl, sia se residenti al proprio domicilio che ospitate in strutture di lunga degenza o in casa protetta, "fossero largamente insufficienti per numero e per capacità di assorbimento, nonché per scarsa qualità e per formati scomodi a essere indossati - spiega il capogruppo di Lista per Ravenna Alvaro Ancisi - Ne derivava un forte aggravio di costi per le famiglie, obbligate ad acquistare in proprio le forniture necessarie; ma soprattutto la mancata tenuta dei pannoloni provoca danni per perdite di urina, cattivi odori, sviluppi di germi, piaghe da decubito. Non è un problema marginale, perché interessa, nella sola Romagna, 23.700 pazienti afflitti da tale grave fragilità, specialmente anziani, ma anche disabili. Tutto è nato un anno fa, quando l’agenzia per gli acquisti della Regione ha appaltato a una nuova ditta, per un ammontare di 24,4 milioni di euro, la fornitura triennale di pannoloni per gli adulti delle aree centrale ed orientale dell’Emilia-Romagna. I problemi e le reazioni che hanno sollevato la “rivolta” delle famiglie si sono maggiormente avuti in Romagna. Nonostante sia stata incaricata l'Ausl locale per effettuare controlli a riguardo, niente è stato tuttora comunicato".

Problemi di quantità e di qualità

"Sono significative due ricevute di consegna allo stesso paziente - continua il consigliere di opposizione - La prima registra una fornitura di 100 pannoloni “dignity maxi” per la notte e di 120 pannoloni “dignity total” per il giorno, prevedendone in 119 giorni la consegna, avvenuta invece dopo 123. Dimostra una media di 0,8 pannoloni per la notte e di 0,97 per il giorno. Facendo gli stessi conti con la seconda fornitura - sperando che stavolta arrivi nel tempo previsto, non affatto garantito - si ricavano 0,9 pannoloni per la notte e 1,39 per il giorno. Una scheda dell’Ausl datata agosto 2017, che riassume la posizione di un paziente centenario, documenta la fornitura di 90 pannoloni per il giorno e 90 per la notte ogni tre mesi, cioè meno di uno ogni 12 ore. Alla luce di tali dati, queste forniture paiono largamente insufficienti a garantire non solo il benessere, ma la “dignity” stessa - definita addirittura “maxi” o “total” - delle persone incontinenti, a cui servono almeno un pannolone la mattina, uno per il pomeriggio e uno/due per la notte, anche senza considerare altri problemi non certo infrequenti, quali ad esempio la diarrea. Stando alle evidenze manifestatemi, i pannoloni che vengono forniti non hanno poi la stessa capacità contenitiva del precedente appalto. Di fatto è impossibile superare la notte con un pannolone, senza ritrovarsi completamente bagnati la mattina".

Problemi di burocrazia

"Per richiedere l'attivazione di un nuova fornitura di pannoloni servivano la domanda di invalidità e un certificato del medico curante che attestava l’incontinenza del paziente. Ora servono il verbale di invalidità definitivo (passano anche 3/4 mesi dalla visita, durante i quali le famiglie pagano di tasca propria i pannoloni, a prezzi del mercato al dettaglio) e la consulenza di un urologo o di un geriatra - conclude Ancisi presentando un'interrogazione al sindaco - Al paziente centenario di cui sopra, che il medico di base aveva certificato incontinente, la fornitura è stata negata perché gli mancava la consulenza specialistica. Il medico di base che conosce il suo assistito non basta? Occorre proprio uno specialista, il cui costo è pagato dall’Ausl, ma con aggravio di oneri anche per la famiglia (ad esempio per il trasporto con ambulanza) e conseguente aumento delle liste d'attesa? A fronte di ciò chiedo al sindaco, quale membro della Conferenza Sociale e Sanitaria, organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo dell’Ausl Romagna, di rispondere, con fatti concreti, ai rilievi esposti".

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