La "Sagra del Tortellone Sanpatriziese" da asporto, raccolti 15mila euro contro il cancro

Le porzioni di tortelloni distribuiti nel corso della tre-giorni della Sagra sono state più di 2000

Alla luce dei recenti sviluppi dell’emergenza legata al Covid-19, con il nostro paese in ginocchio per la recrudescenza della pandemia, risulta ancora più prezioso e significativo il gesto dei volontari dell’Associazione Sagra del Tortellone Sanpatriziese, che il 28, 29 e 30 agosto scorsi hanno deciso di proporre la propria iniziativa a sostegno della lotta contro il cancro con una veste totalmente inedita. Per non far mancare l’apporto che da ben 36 anni viene immancabilmente elargito alla causa della ricerca scientifica oncologica e dei servizi d’assistenza gratuiti per i pazienti del territorio l’evento si è reinventato con la modalità “da asporto”: un format che è andato giocoforza a discapito del clima di convivialità che anima questa festa, ma che dati alla mano si è dimostrato apprezzato e vincente.

Le porzioni di tortelloni distribuiti nel corso della tre-giorni della Sagra sono state più di 2000: numero esorbitante visto anche il periodo di difficoltà, che ha permesso ai volontari dell’Associazione sanpatriziese di effettuare una donazione di ben 15.000 euro all’Istituto Oncologico Romagnolo. La scelta sulla causa da supportare quest’anno è ricaduta sull’assistenza domiciliare: un aiuto professionale e totalmente gratuito che lo IOR offre, tramite le sue operatrici socio-sanitarie professioniste, a tutti i pazienti e i famigliari che affrontano il momento più delicato del percorso di malattia, quello per cui la guarigione, purtroppo, non rappresenta più un’opzione. Si tratta di uno dei servizi più richiesti dal territorio: basti pensare che nel 2019 solo nel lughese sono stati 96 gli accessi delle OSS nelle dimore di chi necessitava di sostegno. L’attività, è il caso di ricordarlo, prosegue nonostante la pandemia: le professioniste dell’assistenza IOR continuano a recarsi a domicilio dei pazienti indossando i dovuti dispositivi di protezione individuali per la sicurezza di sé e del malato.

"Il Covid-19 non ha fermato la tradizione ultra-trentennale della Sagra del Tortellone Sanpatriziese – ha spiegato Oronzo Parolisi, Presidente dell’Associazione – anche nel corrente anno abbiamo fortemente voluto confermare la celebrazione di questa grande festa, sebbene nella forma più opportuna del solo asporto, nel rispetto delle cautele dettate per il contenimento del Covid-19. Il successo di presenze in questa originale edizione ha comunque consentito, al Consiglio dell'Associazione Sagra del Tortellone San Patrizio, di rinnovare la lunga collaborazione con lo IOR in iniziative altamente solidaristiche, di cui mai come in questo periodo si sente il bisogno. In questo senso abbiamo pensato che la scelta non potesse non ricadere sul progetto d’assistenza domiciliare: la pandemia si ripercuote in maniera ancor più violenta sulla vita del paziente oncologico, a cui la malattia impone un forte isolamento. Contribuire a non far sentire abbandonato chi soffre è per noi motivo di grande orgoglio".

"Nonostante la straordinaria circostanza in cui ci siamo trovati ad operare, sia da parte dei volontari che di tutto il pubblico, volevo veramente ringraziare di cuore tutti coloro che hanno contribuito al raggiungimento del risultato – aggiunge Luca Lazzarini, Consigliere IOR – non nascondo che ci siano stati momenti difficili nell’organizzazione dell’evento, in cui ci siamo interrogati se ne valesse veramente la pena di confermarlo, seppure nella sola modalità da asporto: ma anche stavolta la tenacia ha ricompensato gli sforzi. Abbiamo notato in particolare l’avvicinamento di tante persone giovani, che data la loro disponibilità maggiore di tempo si sono messi all’opera fin da subito. Non avrei mai creduto che la risposta del pubblico fosse tale date le circostanze: invece il risultato di 15.000 euro di raccolta è davvero straordinario. Oggi più che mai siamo consapevoli che tutto ciò che ruota intorno all’oncologia non possa subire battute d’arresto legate alla pandemia, pertanto abbiamo deciso di sposare questo progetto legato all’assistenza domiciliare per fare in modo che anche le persone che si trovano in un momento di estrema fragilità possano ricevere le cure di cui necessitano al proprio domicilio in totale sicurezza. Speriamo di potere ritrovarci l’anno prossimo tutti insieme sotto il nostro tradizionale stand".

Il territorio di Lugo conferma una volta di più la propria sensibilità verso la mission dello IOR: una vicinanza attestata anche dallo sbalorditivo risultato di raccolta fondi in occasione della Commemorazione dei Defunti. I volontari, mantenendo le distanze di sicurezza e opportunamente dotati di tutti i dispositivi di protezioni individuali, erano presenti negli stand al di fuori dei cimiteri per dare a tutti la possibilità di trasformare il ricordo dei propri cari in un gesto concreto che andasse a sostegno della ricerca scientifica. I Comuni del comprensorio lughese si sono confermati tra i più generosi della Romagna, con un contributo totale che ha superato i 12.300 euro.

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