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Martedì, 9 Agosto 2022
Cronaca Faenza

Rubavano di tutto per il mercato nero dell'Est: in carcere due ladre

La vicenda risale alla serata di sabato quando la centrale operativa del 112 di Faenza ha ricevuto una telefonata da parte di uno dei dipendenti del negozio “Il Baule” in via filanda nuova

Sembrava un “furtarello” di poco conto quello messo a segno da due donne originarie della moldavia ai danni di un negozio gestito da cinesi che si trova in centro-città, invece dalla perquisizione della loro abitazione è venuta alla luce un “supermarket” di merce rubata del valore di centinaia di euro. La vicenda risale alla serata di sabato quando la centrale operativa del 112 di Faenza ha ricevuto una telefonata da parte di uno dei dipendenti del negozio “Il Baule” in via filanda nuova. 

La richiesta di intervento riguardava la fuga di due donne che avevano rubato della merce e poi avevano aggredito la cassiera che aveva cercato di fermarle appena scattato l’allarme antitaccheggio. Grazie al tempestivo intervento dei militari dell’arma, le due donne, entrambe originarie della Moldavia, sono state bloccate nel parcheggio del negozio quando avevano ancora nelle loro borse personali vari prodotti sottratti dagli scaffali, del valore complessivo di circa 100 euro.

IL FURTO - Dalla ricostruzione dei Carabinieri del Radiomobile, le due complici, una 51enne senza fissa dimora ed una 48enne residente a Faenza, dopo aver gironzolato a lungo nel negozio, hanno esibito alla casse pochissimi oggetti da pochi euro. Appena superate le barriere antitaccheggio è scattato l’allarme e quindi una delle commesse aveva cercato di fermarle per una verifica. La reazione delle due donne straniere è stata molto violenta: infatti si sono scagliate contro la dipendente del negozio spingendola e minacciandola: così facendo il furto si è trasformato in rapina.

FALSE GENERALITA' - Inizialmente la 51enne, sprovvista di documenti, ha dichiarato ai carabinieri un nome falso per nascondere il suo stato di clandestinità in Italia, infatti quando i militari dell’arma hanno accertato attraverso le impronte la sua vera identità, è stata anche denunciata per “false generalità a pubblico ufficiale” e “soggiorno illegale sul territorio nazionale”.

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