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Emanuele Panizza (il secondo da sinistra) insieme ad altri in attesa

Emanuele Panizza (il secondo da sinistra) insieme ad altri in attesa

"Lasciati per ore in attesa della visita per verificare l'invalidità: noncuranza nei nostri confronti"

Emanuele Panizza: "Non hanno fatto il benchè minimo controllo cartaceo su chi visitare. Hanno semplicemente scelto a campione su quella che probabilmente è una lista di persone con le percentuali più alte d’invalidità"

Quasi due ore d'attesa per una visita di controllo per la verifica dello stato d'invalidità. E' quanto denuncia il consigliere del gruppo Misto Emanuele Panizza, che dal 2012 è in pensione d'invalidità dopo che, nel giugno 2011, mentre correva in bicicletta è stato vittima di un brutto incidente che lo ha reso paraplegico. "Sono stato convocato all'Inps di Ravenna per una visita che sarebbe stata effettuata da medici legali venuti appositamente da Roma - spiega Panizza - L'appuntamento era fissato per mercoledì alle 11.30: in realtà sono stato ricevuto alle 13.15. Al di là dell'estrema superficialità con la quale organizzano gli appuntamenti, fissando lo stesso orario a diverse persone e quindi disinteressandosi completamente del disagio procurato ai disabili e ai loro accompagnatori, emerge che non hanno fatto il benchè minimo controllo cartaceo su chi visitare. Hanno semplicemente scelto a campione su quella che probabilmente è una lista di persone con le percentuali più alte d’invalidità. Una persona addirittura è arrivata in ambulanza, sulla barella e accompagnata da due operatori sanitari".

"Quando mi sono presentato - prosegue il consigliere - i medici non avevano la minima idea di quella che fosse la mia patologia. Sarebbe bastato un minimo controllo cartaceo della documentazione rilasciata dall’ospedale per capire che nel mio caso (così come in quello di molti altri presenti mercoledì) non c'era margine di discrezionalità sulla percentuale d’invalidità. Se non erano in grado di reperire loro la documentazione, gliel'avremmo fornita noi via mail, pur di evitare i disagi della visita. Tutto questo a discapito di controlli fatti a persone con margini di discrezionalità. Un altro esempio di spreco di denaro pubblico, pressapochismo e noncuranza nel trattare cittadini che più di altri sono esasperati da iter burocratici vessatori".

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