Cronaca

Lavoratori agricoli in piazza: "Gli stagionali agricoli dimenticati per i ristori"

Presidio in piazza del Popolo sabato mattina dei lavoratori agricoli, che lamentano di non essere stati considerati nei sostegni pubblici all'economia

Foto Massimo Argnani

Presidio in piazza del Popolo sabato mattina dei lavoratori agricoli, che lamentano di non essere stati considerati nei sostegni pubblici all'economia. "Anche nel Decreto Sostegni, per l’ennesima volta, gli stagionali dell’agricoltura sono stati esclusi da ogni tipo di ristoro. Le lavoratrici e i lavoratori agricoli, quelli che lavorano negli agriturismi e nel settore ortofrutticolo e della trasformazione, sono stati nuovamente discriminati. I lavoratori di questi settori hanno perso, nel 2020, milioni di giornate di lavoro in Italia. In Emilia Romagna è stata stimata una perdita di oltre 550.000 giornate lavorative a causa della crisi del canale ristorazione, ma anche a causa delle intemperie climatiche e cimici asiatiche, che hanno colpito duramente i territori a maggior vocazione ortofrutticola". Questo è l'urlo della protesta di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil. I lavoratori agricoli hanno quindi esibito cartelli e scandito slogan per richiamare l'attenzione sulle loro problematiche.

"Nella provincia di Ravenna - spiegano le sigle sindacali - in particolare per le grandi cooperative ortofrutticole, le cooperative di trasformazione e per gli stagionali agricoli negli agriturismi, si è verificato nel 2020 un calo di giornate rispetto al 2019 di oltre il 33%, provocando non solo una perdita di reddito per quei lavoratori, per lo più donne, ma anche una perdita di diritti previdenziali".

"Quella del 10 aprile – commentano Roberto Cangini, Laura Mazzesi e Sergio Modanesi, rispettivamente segretari territoriali di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil - sarà una mobilitazione unitaria a livello nazionale che ci vedrà impegnati davanti a tutte le prefetture d’Italia dove, oltre a questi punti per noi essenziali, presenteremo anche la richiesta di riconoscere la ‘clausola sulla condizionalità sociale’ nella Politica agricola comune (PAC) e nei Piani di Sviluppo Rurale (PSR), per fare in modo che i contributi europei vadano solo a chi rispetta i contratti di lavoro e le leggi sociali. Rimarcheremo la nostra contrarietà al tentativo di semplificare, ancora di più, l’uso dei voucher in agricoltura, con gravi ricadute sulle tutele e i diritti dei lavoratori".

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