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Le associazioni Alzheimer della Romagna danno vita a un tavolo di lavoro

La Casa del Volontariato di Ravenna è il luogo nel quale le sette associazioni Alzheimer della Romagna hanno sancito la nascita di un Tavolo di Coordinamento permanente

La Casa del Volontariato di Ravenna è il luogo nel quale le sette associazioni Alzheimer della Romagna hanno sancito, lunedì, la nascita di un Tavolo di Coordinamento permanente. Barbara Barzanti, Presidente di Alzheimer Ravenna e promotrice dell’incontro, con i colleghi Claudio Pausini di Alzheimer Faenza, Luisa Foresti, Vicepresidente Alzheimer Lugo, Giorgio Romersa di Alzheimer Rimini, Alessandro Poggiolini di Caima di Cesena, Stefano Montalti di Amici di Casa Insieme di Mercato Saraceno ed Eugenia Danti della Rete Magica di Forlì, hanno deciso di estendere il loro impegno a favore delle persone che vivono la demenza e ai loro familiari ad una dimensione più vasta.

In Romagna ci sono oltre 20mila persone malate di Alzheimer o di altre forme di demenza, 78mila nell’intera Regione Emilia-Romagna, con una stima di 100mila famigliari coinvolti, numeri che sono molto significativi e che vanno ben oltre le possibilità d’intervento delle associazioni. Il primo impegno sarà quindi di formulare un programma di lavoro che possa rappresentare adeguatamente presso le istituzioni locali, l’Ausl Romagna e gli altri enti pubblici e privati, i bisogni e i problemi di tante persone che vivono quotidianamente con la demenza. Il Piano Sociale Sanitario dell’Emilia Romagna 2017-2019, e le ultime indicazioni regionali riguardanti i servizi della rete per le demenze, fanno un riferimento molto positivo all’associazionismo e al volontariato citandolo come un “interlocutore fondamentale per la salvaguardia e il miglioramento del sistema di welfare. Per loro caratteristica”, infatti, spiega il documento, “le organizzazioni del Terzo settore sono radicate sul territorio e hanno le competenze per poter essere antenne sul bisogno e sulle risorse e allo stesso tempo luogo aggregativo e socializzante”. Il loro contributo, in quanto promotrici di molti servizi di area sociale, anche per i cittadini più fragili, è spesso legato “all’innovazione sul piano della progettazione e alla qualificazione delle risposte, creando sinergie in ambito sociale e socio-sanitario e arricchendo le opportunità del territorio”. Grazie a esse “il territorio può diventare un laboratorio dove, pubblico, Terzo settore e cittadinanza si ricombinano in nuove azioni e nuove forme di collaborazione, attraverso un percorso di programmazione distrettuale”. E’ proprio sugli aspetti di innovazione, qualificazione e confronto che il neonato Tavolo delle associazioni Alzheimer Romagnole intende impegnarsi prioritariamente.

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