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Le ceneri della staffetta partigiana rientrano a Cervia: una cerimonia per Laura Zoffoli

La sua attività di staffetta consisteva nel recarsi due volte alla settimana a Ravenna a portare o a ritirare informazioni o volantini e giornali della Resistenza

Giovedì 6 dicembre alle ore 16.00 in sala del Consiglio comunale a Cervia si terrà un incontro in ricordo di Laura Zoffoli, la storica staffetta partigiana cervese deceduta a Roma nell’ottobre scorso. In questi giorni sono rientrate le ceneri a Cervia, sua città natale. Interverranno Luca Coffari, Sindaco di Cervia, e Giampietro Lippi, Presidente Anpi Cervia. All’incontro saranno presenti i familiari di Laura Zoffoli.

Nata nel 1927 da una famiglia piccolo borghese, Laura potè accedere agli studi superiori a Ravenna. Nel 1943 la sua famiglia fu costretta, come tante altre famiglie cervesi, a trasferirsi nelle saline, esattamente nella salina del nonno, in un rifugio scavato sotto terra. La famiglia di Laura era molto amica di quella di Guido Collina, antifascista comunista cervese, il quale, poco alla volta, trasformò Laura in una staffetta partigiana. A Cervia c'era una organizzazione antifascista che stava preparando la lotta armata contro i fascisti ed i nazisti, ma si trattava di una organizzazione clandestina suddivisa in tanti Comitati che, a loro volta, erano costituiti da tante 'cellule' di due o tre componenti che si conoscevano tra di loro, senza conoscere i componenti delle altre cellule. Laura faceva parte del 'Comitato di difesa della donna' e, assieme ad altre due compagne, ne costituiva una cellula. La sua attività di staffetta consisteva nel recarsi due volte alla settimana a Ravenna a portare o a ritirare informazioni o volantini e giornali della Resistenza. Il bello consisteva nel fatto che il suo contatto, Lucia Guerra, aveva il suo recapito nello stesso palazzo nel quale avevano sede le SS: al primo piano c'erano le SS e al secondo c'era il recapito di Laura. Per molto tempo Laura uscì indenne dalla sua attività clandestina, ma in una occasione fu scoperta: accadde a Ravenna, quando si accorse di essere pedinata. Conoscendo molto bene la città, riuscì a seminare la spia che la seguiva entrando in una chiesa. Depose i volantini in un confessionale e si nascose dietro l'altare maggiore. Riuscì, miracolosamente, a rientrare a Cervia. Appena rientrata, raccontò ciò che le era capitato e immediatamente lei e tutta la sua famiglia traslocarono nella zona di Pinarella. In seguito si impegnò aiutando i prigionieri alleati che erano tenuti dai tedeschi nella scuola Pascoli, portando maglie, calzini, trattamento contro i pidocchi, dentifricio. L'idea fu di Guido Collina: contattare i prigionieri alleati per offrire loro un qualche aiuto e Laura la realizzò. Questo le valse la gratitudine dei soldati canadesi e di coloro che avevano partecipato alla Liberazione di Cervia nel ‘44 .

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