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Le opere per la riapertura della Ravegnana: i lavori nel dettaglio

Il Servizio Area Romagna ha curato il progetto e la direzione dei lavori. I primi interventi hanno riguardato l'eliminazione delle infiltrazioni

Sabato mattina, dopo esattamente 10 mesi di chiusura, è stata riaperta al traffico la Ravegnana, nel tratto chiuso al traffico tra l'incrocio con la provinciale 45 (km 209,150) e l'intersezione con la rotonda della statale Adriatica (km 213,511) dopo il crollo della chiusa di San Bartolo avvenuta il 25 ottobre in cui ha perso il tecnico di Protezione Civile Danilo Zavatta. I tempi dei lavori sono stati rispettati: la riapertura della statale 'Tosco-Romagnola', che collega Ravenna a Forlì, era stata infatti programmata entro fine agosto, più precisamente entro il 28. I lavori, da parte della regione Emilia Romagna, hanno riguardato il ripristino e la messa in sicurezza dell’area.

Nel tratto interessato, si legge nell'ordinanza emessa da Anas, sarà attivo in entrambi i sensi di marcia il limite di velocità di 50 chilometri orari (diversamente dal limite di 30 km/h programmato inizialmente) e il divieto di sorpasso dal km 210+900 fino al km 211+000, in corrispondenza dell'area di cantiere della chiusa di San Bartolo, dove continueranno i lavori di ripristino e messa in sicurezza dell'area interessata da fenomeni di dissesto. Tali limitazioni, valide sia per auto e moto che per i mezzi pesanti, saranno in vigore fino al completamento dei lavori da parte della Regione Emilia-Romagna, Agenzia Regionale per la sicurezza e la Protezione civile. Gli obblighi, i divieti e le segnalazioni necessarie lungo la Ravegnana per l'attuazione dell'ordinanza saranno notificati al pubblico tramite segnaletica orizzontale, verticale e luminosa.

I lavori

Il Servizio Area Romagna ha curato il progetto e la direzione dei lavori. I primi interventi hanno riguardato l'eliminazione delle infiltrazioni, il consolidamento degli argini, il ripristino della funzionalità della derivazione ad uso irriguo e del ponte. Per quanto riguarda l’analisi geotecnica, il Servizio si è avvalso dello studio Enser, lo stesso chiamato a lavorare sul crollo del ponte Morandi di Genova e sugli interventi sul torrente Polcevera. Gli studi, in particolare, hanno compreso indagini geoelettriche e georadar per valutare la distribuzione delle acque sotterranee, attraverso l'impiego di correnti elettriche fatte circolare nel terreno. E, in aggiunta, le prove geognostiche necessarie ad esaminare le condizioni dell'argine fino a 35 metri di profondità, mediante sondaggi e carotaggi, e rilievi topografici di dettaglio di tutta l'area. Inoltre, sono state realizzate opere per l’irrigazione delle imprese agricole a monte della chiusa di San Bartolo che serve un vasto comprensorio agricolo del ravennate. Ultimo tassello prima della riapertura, il completamento della segnaletica stradale e la messa a punto degli atti amministrativi necessari – a partire dal collaudo di fine lavori - ad Anas, ente titolare della strada, per emettere l’ordinanza di ripristino.

Foto di Massimo Argnani

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