Le varianti di Fosso Ghiaia e Mezzano in consiglio: "Votiamo compatti per ottenerle"

A chiederlo è la capogruppo in consiglio comunale della lista civica La Pigna, Veronica Verlicchi: "Non è il momento delle polemiche, nè delle divisioni partitiche e tanto meno dei giochini di sponda"

"Varianti di Fosso Ghiaia e Mezzano: il Pd e la maggioranza votino compatti la nostra mozione". A chiederlo è la capogruppo in consiglio comunale della lista civica La Pigna, Veronica Verlicchi: "Non è il momento delle polemiche, nè delle divisioni partitiche e tanto meno dei giochini di sponda - attacca la consigliera d'opposizione - Per stimolare la Regione, ad agosto 2018 abbiamo depositato due specifiche mozioni per inserire nel Prit 2025 le varianti esterne di Fosso Ghiaia e di Mezzano, opere attese da tempi immemorabili dai residenti. In una successiva seduta della commissione competente, abbiamo accettato l’invito della maggioranza a guida Pd di unificare in un unico atto le due mozioni relative a dette varianti esterne. Abbiamo quindi depositato un ulteriore atto che ha ottenuto l’appoggio di quasi tutta l’opposizione, mentre proprio il Pd, che aveva lanciato l’invito ad elaborare un documento congiunto, non solo si é rifiutato di firmarlo, ma ne ha pure presentato un altro alternativo".

Ora la discussione approda in aula, nella seduta consiliare di martedì: "Facciamo appello alla maggioranza perché per una volta lasci da parte la divisione politica e dia priorità alle esigenze dei ravennati che amministra, sostenendo la mozione della lista civica La Pigna e dell’opposizione e ritirando la propria - aggiunge Verlicchi - Arrivare a un voto unanime del consiglio comunale su una sola specifica mozione avrebbe un un valore politico e istituzionale fortissimo nei confronti sia dei ravennati che della Regione Emilia Romagna, che deve adottare a breve il Prit 2025. Desideriamo che martedì si affermino la più alta serietà e responsabilità e che non si verifichino giochetti di sponda fatti di emendamenti, ovviamente preventivamente concordati, presentati da minoranze alla mozione della maggioranza. Auspichiamo che in aula tutti i consiglieri, al di là del colore politico, sostengano col proprio voto la nostra mozione per le varianti di Fosso Ghiaia e di Mezzano.  Questa partita é troppo importante per i cittadini di queste località".

L'integrazione dell'opposizione

I capigruppo di Lista per Ravenna, Lega Nord e Forza Italia, attraverso una ulteriore mozione il cui primo firmatario e relatore è il capogruppo Alvaro Ancisi, propongono un contributo integrativo. "Ormai è unanime il convincimento che sia indispensabile inserire nel Prit 2025 la realizzazione di due varianti dell’Adriatica esterne agli abitati in questione: ad est di Mezzano congiungendosi con l’esistente variante di Alfonsine; ad ovest di Fosso Ghiaia, collegandosi con l’esistente variante di Savio - spiegano i gruppi d'opposizione - Il primo passo sarà, a settimane, l’adozione del Prit stesso da parte della Regione. Al riguardo, la Giunta regionale ha già inserito la suddetta variante di Fosso Ghiaia nel documento da approvare. Servirà che l’Assemblea legislativa introduca anche la variante di Mezzano. La volontà unitaria di tutti i partiti, già anticipata, sarà utile allo scopo. Secondo Lista per Ravenna e il centro destra, occorre però preoccuparsi fin d’ora del seguito. Nella formulazione iniziale del 2016 la proposta del Prit 2025 prevedeva già altre sei varianti dell’Adriatica volte a eliminare gli attraversamenti di una serie di altre località: quattro riguardano il territorio riminese, da Misano Adriatica a Bellaria, passando per i comuni di Coriano, Riccione e Rimini, in tutto circa 34 chilometri; le altre il percorso di 25,5 chilometri tra Taglio Corelli di Alfonsine, Ponte Bastia sul Reno e Argenta. Le varianti riminesi sono però a uno stadio di realizzazione molto avanzato, praticamente all’ultimo miglio, perché dispongono del progetto definitivo e della Valutazione d’Impatto Ambientale già approvati; a buon punto sono anche le varianti alfonsinese e argentana, di cui è stato approvato il progetto preliminare ed è stato effettuato lo screening che le solleva dal fare la Via. Le due varianti di Ravenna, essendo invece al punto zero, rischiano, una volta finalmente entrate nel Prit, di restare in fondo al carro per chissà quanto".

La mozione Ancisi-Gardin-Ancarani affronta questo tema attraverso due richieste, indirizzate agli organi della Regione che hanno in mano il pallino del Prit: l’Assemblea legislativa e la Giunta regionale: "Le varianti esterne agli abitati di Fosso Ghiaia (km 3,650) e di Camerlona, Mezzano e Glorie (km 9,820), in tutto km 13,470, seguano i percorsi tracciati e definiti nella vigente pianificazione urbanistica-territoriale del Comune e della Provincia di Ravenna. Si precisa che queste varianti, insieme all’alfonsinese e all’argentana, rappresentano l’obiettivo prioritario, rispetto ad altri di lungo periodo e incerta realizzazione, di completare la superstrada Ravenna/Ferrara, in modo da creare un percorso unico e scorrevole in grado di garantire la sicurezza degli abitati e agevolare il traffico e i trasporti per la provincia di Ravenna e la Romagna in direzione nord. La Giunta regionale, inoltre, proceda da subito alla progettazione delle due varianti ravennati, affinché, entro il termine dell’approvazione definitiva del Prit, presumibilmente nel 2020, tutte le varianti dell’Adriatica stessa siano poste allo stesso livello esecutivo rispetto al loro finanziamento e alla conseguente realizzazione".

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