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Parcheggio San Vitale, tutti contrari allo "sfratto" dei parcheggiatori

Legacoop: "La risposta del Comune di Ravenna all'appello della presidente della cooperativa San Vitale pare contenere un passo in avanti significativo"

"La risposta del Comune di Ravenna al giusto e accorato appello della presidente della cooperativa San Vitale, Romina Maresi, affinché venga tutelata un’esperienza sociale che da più di 30 anni qualifica la città, pare contenere un passo in avanti significativo". A dichiararlo è Legacoop Romagna che sottolina come sia "importante che il Sindaco assicuri che nessun lavoratore perderà il posto. Anzi, è fondamentale, perché fino all’altro ieri Azimut, negli innumerevoli incontri tenuti negli ultimi due anni, garantiva al massimo un posto di sorvegliante dal lunedì al sabato, per un massimo di sei ore giornaliere nello stesso parcheggio. Eventuali altre opzioni lavorative non sono mai state definite. Proponiamo dunque di sedersi con spirito costruttivo attorno a un tavolo, per trovare una soluzione positiva per i lavoratori e per tutta la città".

"Non ci deve essere alcuna preclusione. Se si ritiene di non esercitare l’opzione che consente di affidare ad Azimut la gestione del parcheggio si proceda pure con un bando pubblico, che contenga ovviamente la clausola sociale a tutela dei lavoratori e una valutazione della qualità del progetto di gestione come elemento principale di attribuzione dei punteggi per l’assegnazione del servizio. Resta il fatto che tra pochi giorni i disabili impegnati da anni nel parcheggio Giustiniano perderanno o cambieranno occupazione. Chiediamo che venga tenuto conto non solo del fatto che i disabili sono impegnati nel parcheggio, ma anche delle loro storie particolari, ben conosciute dai servizi sociali del Comune. L’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate non è mai un fatto burocratico, ma necessita della presa in carico individuale di ogni persona e di progetti specifici da attuare in collaborazione con le famiglie e con la comunità circostante. Del resto è questo il tema che la cooperativa San Vitale pone: garantire l’inserimento lavorativo e un progetto socialmente all’altezza dei bisogni di queste persone".

"Accusare la presidente Maresi e la cooperativa San Vitale di avere falsificato la realtà o peggio di volere perseguire gli interessi della cooperativa, quasi che la cooperativa fosse altro rispetto ai bisogni dei propri soci e dei propri utenti, è un’insinuazione sbagliata e strumentale, smentita dalla storia e dall’esperienza della cooperativa, ben conosciute dai ravennati. Non è dunque in discussione la politica sociale del Comune di Ravenna, che giudichiamo positiva e attenta ai bisogni delle persone. Proprio per questo ci aspettiamo ora coerenza e atti conseguenti. Come Legacoop Romagna assisteremo in ogni passaggio la San Vitale per trovare la miglior soluzione".

Sulla questione è intervenuta anche Lista per Ravenna con Alvaro Ancisi che ha sottolineato come "del progetto di riqualificazione del parcheggio Giustiniano, posto sul retro della basilica di San Vitale, il consiglio comunale non ha mai avuto notizia. Altrettanto è stato per la decisione della giunta comunale di affidare la gestione del parcheggio rinnovato ad Azimut spa, non più alla cooperativa sociale San Vitale, che l’aveva in carico da lunghi anni avvalendosi del lavoro “di dieci persone, tutte con disabilità, tutte con alle spalle percorsi di inserimento calibrati sulle loro abilità e caratteristiche” (così li descrive la presidente della cooperativa, Romina Maresi). Cosa bollisse in pentola non era un segreto, perché gli stessi ragazzi ne informavano da mesi gli automobilisti loro clienti. Ne eravamo stati messi al corrente da alcuni di loro, che lamentavano la perdita di un polmone di 318 posti auto utile ai “pendolari” che lavorano nel centro storico o nei dintorni del borgo san Biagio, per via della tariffa giornaliera favorevole di 3 euro, sostenibile anche per necessità d’uso prolungata e continuativa. In assenza di maggiori conoscenze, chiedemmo comunque al sindaco che al nuovo parcheggio fosse applicata la tariffa 5, l’unica che consente l’abbonamento mensile (a 25 euro)".

"Tutti i clienti con cui abbiamo parlato - spiega Ancisi - si mostravano affezionati agli aspetti umani del rapporto con i ragazzi. Nessuno poteva immaginare che il nuovo progetto venisse attuato dal Comune senza un accordo, o addirittura in disaccordo, con la cooperativa San Vitale, fiore all’occhiello della città per l’inserimento lavorativo dei disabili, affidataria di una numerosa serie di altri servizi comunali dove ne lavorano circa 200. È stata doccia gelata anche per noi apprendere dalla presidente della cooperativa che lunedì scorso, primo giorno di riapertura del parcheggio dopo il lockdown, avrebbe dovuto sgombrarlo entro dieci giorni. Avendone raccolto l’angosciato messaggio: “Lasciate alle persone che vi hanno lavorato finora la possibilità di essere ancora protagoniste. Noi possiamo aggiungere creatività, competenze e risorse. Confido che insieme al Comune possa nascere un progetto nuovo e meritevole di essere apprezzato dalla città”, ne abbiamo parlato personalmente con lei".

"Abbiamo così appreso - prosegue il capogruppo - che la cooperativa si era proposta di assumere a proprio carico come impresa, con la formula del project financing, i lavori di riqualificazione del parcheggio, in cambio che le gliene fosse affidata la gestione per un numero di anni utile ad ammortizzare l’investimento. I ragazzi disabili sarebbero rimasti in servizio. Il Comune non avrebbe versato un euro. Del resto, la San Vitale aveva già dimostrato grandi capacità di realizzare progetti complessi e altamente innovativi a fini sociale e umanitari com’è l’ Albergo del Cuore di via Rocca Brancaleone. Non ci convince la risposta data ieri dal sindaco. L’affidamento ad Azimut (società che dipende dal Comune essendone proprietaria al 60%), senza gara specifica, non è dovuto, tanto meno irrevocabile. La proroga del contratto in scadenza con la San Vitale è un atto praticato normalmente dal Comune di Ravenna, anche con eccessi, ad ogni scadenza dei contratti di concessione dei propri servizi. Basti l’esempio della piscina comunale".

"Di qui le richieste che rivolgo con urgenza al sindaco - conclude Ancisi. - Fermare lo sgombro del parcheggio e prorogarne la concessione in gestione alla San Vitale fino alla dichiarazione di superamento dell’emergenza coronavirus (come sarebbe già stato consigliabile). Lo suggeriscono anche le disposizioni anti-virus. Si rimetta in discussione non la riqualificazione del parcheggio, che è comunque indispensabile, anche per la sua messa a norma, ma il suo progetto di realizzazione, al fine di verificare la disponibilità della San Vitale a presentare formalmente la propria proposta, da valutare ovviamente secondo le norme di legge. Se è stato possibile per la piscina, potrà esserlo anche per un parcheggio, trattandosi peraltro di un progetto complesso, connesso (a quanto si è saputo informalmente) al restauro del tratto delle mura storiche a lato del quale è situato, da lì tracciando anche un percorso pedonale che arrivi, sempre sulle mura, alle Mura di Porta Serrata. Non si lascino mai a spasso i dieci ragazzi, assicurando loro, senza rischiose interruzioni, un lavoro consono alle abilità di cui dispongono o che hanno maturato".

"A breve il Comune di Ravenna sfratterà i dieci lavoratori disabili che gestiscono il parcheggio di Largo Giustiniano - attacca Sgb. - L’amministrazione comunale ha deciso che ci saranno parcometri al posto dei lavoratori,  ha scelto i “sensori” al posto della sensibilità per il diritto al lavoro dei disabili. Una decisione che pone fine ad un’esperienza di inserimento lavorativo delle persone disabili nata a fine degli anni 80, grazie alla determinazione di Novella Montanari, all’epoca presidente della Cooperativa San Vitale. Novella, come assessore alla Sanità e Servizi Sociali a Ravenna negli anni ‘70, collaborò con Basaglia e fu protagonista dell’istituzione dei servizi psichiatrici territoriali e dei servizi di riabilitazione per i disabili. Altri tempi, altri amministratori e altra sensibilità. Chi firma questo comunicato ha collaborato con Novella ed ha iniziato la propria esperienza di educatore proprio nei parcheggi gestiti dalla Cooperativa San Vitale a Ravenna e Cervia. In questi parcheggi, le nostre colleghe e colleghi disabili hanno conquistato cittadinanza, dignità e riconoscimento sociale. Non solo un lavoro utile ai cittadini, ma ancora di più la possibilità di tessere importanti relazioni sociali. Il Sindaco dice che l’affidamento della gestione non poteva prevedere l’affidamento diretto alla Cooperativa, al più tutele per i lavoratori impegnati. Ma dove sono queste tutele se i lavoratori verranno sostituiti dai parcometri? A Novella Montanari il Comune di Ravenna ha intitolato un teatro, ma ne ha dimenticato gli ideali che guidavano la sua azione di amministratrice locale. “L’importante, quando decidi qualcosa, è sempre simulare l’effetto che ha sulla vita concreta delle persone”, diceva Novella. Come SGB ci mettiamo a fianco della  “vita concreta” dei lavoratori disabili del parcheggio di Largo Giustiano, in difesa del loro diritto al lavoro, contro chi ha deciso che la loro “vita” vale meno dei parcometri".
                           

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