Cronaca

Lezioni di vita di cui fare tesoro: gli anziani si raccontano e i giovani raccolgono le loro memorie

Raccontare la propria vita, episodi lontani nel tempo, per non disperdere un patrimonio di esperienze importante per la memoria collettiva di una comunità e, soprattutto, vincere la solitudine

Raccontare la propria vita, episodi lontani nel tempo, per non disperdere un patrimonio di esperienze importante per la memoria collettiva di una comunità e, soprattutto, vincere la solitudine e prevenire condizioni di disagio e isolamento. È l’obiettivo del percorso partecipativo “Io ci sono”, cofinanziato dall'assessorato ai Servizi sociali del Comune di Ravenna e dalla legge 15/2018 della Regione Emilia-Romagna volta a rafforzare i percorsi di partecipazione e di cittadinanza attiva. Partner sono l’associazione Per gli altri-Centro servizi per il volontariato, Acer e Auser.

"A Ravenna abbiamo censito 74mila nuclei familiari, di cui due terzi composti da una o due persone: si vive sempre di più in solitudine - spiega l'assessora ai servizi sociali Valentina Morigi - La popolazione ultrasettantenne a ravenna già oggi è il 22% e nel 2035 la terza età (over 65) sarà un numero ancora maggiore rispetto anche ai giovani e ai nuovi nati. Stiamo attraversando un momento storico in cui la popolazione anziana e che vive sola è una fetta importante della popolazione complessiva; e pur essendo una fetta che beneficia di molti servizi, ad esempio in ambito sanitario, tende a essere esclusa dai processi di cittadinanza attiva, di socializzazione e di aggregazione". Da qui il progetto: "Portare gli anziani soli a risperimentare l'incontro, a raccontarsi e a fare dono della propria vita alla comunità - continua Morigi - Uno spaccato di vita di persone che hanno vissuto nel sacrificio con la contentezza nel cuore, l'essere capaci nella fatica, per una generazione che ha visto la guerra, di mettersi in gioco con grande fatica ma con un approccio davvero semplice alla vita. Lezioni di vita di cui fare tesoro. E poi nell'arte dell'incontro molti cittadini possono sperimentare il volontariato e mettersi a disposizione degli altri, in un'epoca in cui tutto chiama all'individualismo: abbiamo ricevuto 170 contatti dalla nostra città e 200 da tutta la provincia, oltre a 70 da fuori regione, 20 da Roma, 15 da Milano e 10 addirittura dall'estero, che hanno risposto alla nostra chiamata. Abbiamo scelto quelli ravennati per far sì che possa nascere una relazione tra intervistato e intervistatore".

Il progetto

Il progetto che sta per essere avviato prevede che i volontari, membri della Compagnia dei racconti, incontrino persone che vivono situazioni di solitudine involontaria per raccogliere i loro racconti di vita. Le storie saranno poi trascritte, raccolte in pubblicazioni che saranno presentate e distribuite sui territori coinvolti. In appena dieci giorni di questa nuova tappa del progetto, che era iniziato con la Compagnia dei racconti un anno fa, la cooperativa sociale Villaggio Globale che lo gestisce, ha ricevuto già moltissime adesioni. Circa 500 le richieste arrivate da tutta Italia da parte di persone interessate a partecipare al percorso partecipato che, tuttavia, coinvolgerà volontari del territorio ravennate e che saranno circa 160. Il 17 e il 26 febbraio i volontari parteciperanno a due incontri di formazione, a cura del Servizio sociale associato, tenuti da Villaggio Globale e dall’associazione Sguardi in Camera, durante i quali acquisiranno importanti informazioni sia sui metodi dell’intervista sia su come rapportarsi con persone fragili che posso essere aiutate con gesti semplici, come l’ascolto e la relazione.

Il progetto, infatti, ha l'obiettivo di unire un percorso partecipativo di raccolta di memorie storiche con il coinvolgimento attivo delle comunità locali nell’azione di cura dei propri concittadini. Durante gli incontri tra volontari e protagonisti dei racconti, i membri della Compagnia oltre che ascoltare e scrivere le storie di vita, avranno la possibilità di interpretare i bisogni nascosti delle persone intervistate a cui è possibile fare fronte prima che subentrino problematiche importanti. Un sistema di welfare diffuso dove ciascuno è parte attiva delle possibili risposte alle necessità delle persone più fragili del nostro territorio.

L’azione della Compagnia dei racconti si concentrerà su alcune aree territoriali: Piangipane, Casal Borsetti, Marina Romea, Porto Corsini; in città il quartiere San Giuseppe (ex Anic) e il quartiere Darsena, e poi Ponte Nuovo, Madonna dell’Albero, San Bartolo e San Pietro in Vincoli. Accanto all’azione della Compagnia, i facilitatori del percorso, il Comune di Ravenna, Acer, Auser, riuniti in un tavolo di negoziazione, coinvolgeranno ulteriormente la comunità nell’elaborazione di azioni migliorative dei servizi a favore di anziani e persone sole. Le proposte saranno contenute nel Documento di proposta partecipata che verrà consegnato all'Amministrazione comunale al fine di valutare la loro possibile integrazione all'interno del Piano annuale della gestione sociale associata 2021.

Infine, verrà redatto un vademecum da distribuire sui territori per sensibilizzare la cittadinanza al tema della solitudine: come riconoscerla, a chi rivolgersi e come prevenirla. Con l’inizio dell’estate il percorso si concluderà con la consegna delle proposte progettuali elaborate e la presentazione delle pubblicazioni con i racconti di vita delle persone anziane sole in tutti i territori percorsi dalla Compagnia dei Racconti.

I racconti dei volontari

"Io mi prendo cura di un'amica sulla sedia a rotelle, la aiuto gratuitamente, ora è in ospedale - racconta una delle nuove volontarie - Ha la mia stessa età, ma ha una storia molto brutta e tuttavia coraggiosa. Ascoltarla mi arricchisce molto: credetemi, magari ci si rimette anche economicamente, ma fare volontariato arricchisce da morire. La sera sono tranquilla di aver fatto il mio dovere, e per me avere un sorriso di ringraziamento è stupendo". "Per il compleanno di un 90enne sono stata contattata da suo figlio - spiega un'altra nuova volontaria - Ho raccolto le sue memorie e le ho scritte: alla fine ne è venuto fuori un libro e lui fece anche il firmacopie! Vederlo in quest'azione è stata una soddisfazione incredibile".

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