rotate-mobile
Giovedì, 20 Giugno 2024
Cronaca

Lgbtq e sanità, il questionario: benessere minore e pochi vaccini. L'Ausl: "Svilupperemo risposte concrete"

In occasione della Giornata Internazionale contro l'Omofobia, la Bifobia e la Transfobia, l'Ausl ha sviluppato uno strumento di indagine volto a rilevare il benessere della comunità Lgbtq+

In occasione della Giornata Internazionale contro l'Omofobia, la Bifobia e la Transfobia (IDAHOBIT), celebrata il 17 maggio di ogni anno e riconosciuta sia dall'Unione Europea che dalle Nazioni Unite fin dal 2004, si pone l'attenzione sulle sfide e le disparità che ancora oggi affliggono le comunità Lgbtq+ nell'ambito dell'assistenza sanitaria. La letteratura scientifica evidenzia in maniera chiara e coerente come le persone Lgbtq+ sperimentino esiti sanitari ed esperienze di assistenza spesso particolarmente negative.

In questo contesto in Romagna è stato istituito un tavolo di collaborazione tra tutti gli Enti del Terzo Settore del territorio attivi nell'ambito della comunità Lgbtq+ e la Ausl. Come primo passo congiunto, grazie alla preziosa collaborazione dei volontari, è stato sviluppato uno strumento di indagine volto a rilevare il benessere della comunità Lgbtq+. Al questionario di sorveglianza sugli stili di vita e abitudini della popolazione "Passi", già impiegato dal Dipartimento di Sanità Pubblica, sono state integrate domande sociodemografiche tali da renderlo più completo e inclusivo delle soggettività appartenenti alla comunità Lgbtq+. Nelle settimane recenti, le associazioni locali hanno promosso l'indagine attraverso i propri canali sui social media e le newsletter, mentre l'Azienda Sanitaria ha affisso locandine con QR-code in tutte le sue strutture per diffondere l'iniziativa e accogliere l’utenza.

L'adesione alla ricerca è stata sorprendente, con 1300 persone tra i 18 e i 74 anni che hanno deciso di contribuire attivamente alla creazione di un servizio sanitario più inclusivo e attento alle esigenze specifiche della comunità Lgbtq+, partecipando alla ricerca e fornendo informazioni preziose sul proprio stato di salute generale e sulle difficoltà incontrate nell'accesso ai servizi sanitari, come gli screening e le vaccinazioni raccomandate.

L'analisi preliminare dei dati ha evidenziato alcune differenze nel benessere percepito tra gruppi all’interno della comunità. Ad esempio, le persone trans e non binarie hanno riportato un benessere generale minore e una incidenza di problemi di salute fisica e mentale pressoché doppia rispetto al resto della comunità Lgbtq+. Altri dati rilevanti indicano che solo il 37% dei maschi gay o bisessuali ha ricevuto le vaccinazioni raccomandate, mentre circa il 10% delle donne lesbiche non aderisce allo screening del tumore della cervice uterina per mancanza di raccomandazioni o per vergogna nell'interagire con gli operatori sanitari (5%).

"È essenziale condurre un'analisi approfondita di questi risultati, unitamente a quanto emerso dai focus group svolti all'inizio del 2024 - afferma Francesca Bravi, Direttrice Sanitaria di Ausl della Romagna - Questo processo ci permetterà di identificare le aree di miglioramento prioritarie e di rafforzare la rete sinergica tra l'Azienda e le organizzazioni del terzo settore attive nella comunità Lgbtq+. Solo comprendendo appieno i bisogni specifici saremo in grado di sviluppare risposte concrete alle necessità di salute della comunità Lgbtq+ in tutte le fasi della vita".

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Lgbtq e sanità, il questionario: benessere minore e pochi vaccini. L'Ausl: "Svilupperemo risposte concrete"

RavennaToday è in caricamento