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Domenica, 26 Maggio 2024
Cronaca Faenza

Risuona la sirena antiarea, la stessa che 78 anni fa avvisava dei bombardamenti: così Faenza celebra la Liberazione

Nel corso della giornata sono stati resi in città gli onori al monumento della divisione indiana, in via Cavour, poi al cimitero britannico

Il suono di una cornamusa interrompe il silenzio del chiacchiericcio di piazza del Popolo. Per le vie del centro sfilano i soldati neozelandesi, seguiti dalle autorità civili e militari. Il drappello si ferma dinnanzi alla torra civica e alla lapide di commemorazione ai caduti. Suona il silenzio, poi la sirena antiarea, la stessa che 78 anni fa avvisava di cittadini dei bombardamenti in corso durante il secondo conflitto mondiale. E’ il 17 dicembre, e a Faenza si sono tenute le celebrazioni per la liberazione dai nazifascisti della città. Un’occasione per ricordare “chi ha dato la vita per la nostra libertà - sottolinea Alberto Fuschini, presidente dell’Anpi -, e per evidenziare che l’impegno di questa amministrazione nel trasmettere la memoria storica è ammirevole”. 

Liberazione di Faenza, cerimonia 2022

Nel corso della giornata sono stati resi in città gli onori al monumento della divisione indiana, in via Cavour, poi al cimitero britannico. E’ seguita la messa in memoria dei caduti nel primo pomeriggio, ed infine la commemorazione dei caduti militari e civili di fronte al Palazzo comunale e ai piedi della Torre dell’Orologio. “Sono giornate commemorative che ci aiutano ad interrogarci su chi siamo e cosa è successo - ha ricordato il sindaco Massimo Isola -. Quella sirena antiaerea che abbiamo sentito è il simbolo di cosa succedeva abitualmente 78 anni fa nella nostra città. Quel giorno il 17 dicembre non suonarono le campane perche i campanili e la torre civica erano stati distrutti. L’ingresso delle truppe alleate a Faenza fu infatti silenzioso. Faenza era distrutta: un terzo dei palazzi del centro erano crollati, come ponti, torre, campanili, Mic e biblioteca. Un terzo dei cittadini viveva nelle cantine. Il suono delle sirene e le bombe erano continue e drammatiche. Quel giorno però i faentini trovarono la forza di uscire e in strada trovarono ragazzi che erano venuti da altre parti del mondo, a Faenza in Italia e in Romagna molti hanno anche trovato la morte per aiutarci e liberarci dal nazifascismo. La loro morte è stata messa a valore grazie alla conquista della libertà che abbiamo oggi”.

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