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'Chiudere' una vetrina per aprire pensieri: la libreria che vuole 'migliorare il mondo'

Ambiente, razzismo, omofobia: sono alcuni tra i temi esposti da qualche giorno sulla vetrina della libreria 'Momo' di via Mazzini, in pieno centro a Ravenna

"Chiudere" una vetrina per aprire pensieri. Ambiente, razzismo, omofobia: sono alcuni tra i temi esposti da qualche giorno sulla vetrina della libreria 'Momo' di via Mazzini, in pieno centro a Ravenna. Otto poster illustrati e colorati sui quali si sono posati gli sguardi di turisti e ravennati: 'Salva la terra', 'Basta confini', 'Aprite i porti', 'Stop razzismo', 'No omofobia', 'Basta plastica', 'Case per tutti', 'Accendi la mente'. Le immagini fanno parte del progetto 'Colora le piazze' dell'illustratrice milanese, ma romagnola d'adozione, Manuela Mapelli, che nel 2002 si è trasferita a Cervia per frequentare un corso per burattinai professionisti e ora, oltre a spettacoli e laboratori artistici, scrive storie e illustra libri per l'infanzia.

"L'idea di esporre i poster in vetrina è nata dopo il caso della 'Seawatch' - spiega Sara Panzavolta, una delle titolari della libreria Momo - Non sapevamo come dire ciò che volevamo dire, come comunicare le nostre idee davanti ai fatti che ci circondano. Lo facciamo ogni giorno, è vero, lavorando insieme agli insegnanti che ci danno fiducia, proponendo storie, portando la poesia e i libri a scuola. Ma... volevamo fare un passo in più. Insieme all'associazione Alir (associazione librerie indipendenti ragazzi) di cui facciamo parte parlavamo di fare qualcosa, e a noi è venuto in mente il progetto di Manuela. Abbiamo letto i suoi testi, osservato le sue immagini e ci siamo dette: a che serve una vetrina? Da lì il progetto si è poi ampliato rispetto al solo caso dei 'porti aperti'. Non sono messaggi di odio nei confronti di qualcuno o qualcosa. Sono, al contrario, messaggi di inclusione, di libertà, di emancipazione, di rispetto per il pianeta e per le persone che lo abitano. Sono i messaggi contenuti nei libri che abbiamo tra i nostri scaffali, e sono i sottotesti che ci guidano nel nostro lavoro intellettuale. Abbiamo deciso di oscurare completamente la nostra vetrina, normalmente centrata su proposte di romanzi e albi illustrati, per fare un passo oltre nel lavoro di presidio culturale cittadino che già quotidianamente portiamo avanti con scuole e famiglie della città. “Chiudiamo” la vetrina per aprire pensieri e stimolare domande: ci immaginiamo bambini e ragazzi fermarsi per interrogare gli adulti su ciò che hanno davanti. Siamo la prima libreria ad avere adottato questa mostra, e ora molte altre librerie stanno contattando Manuela per chiederle di esporre i suoi poster in negozio".

Il progetto è piaciuto molto ai clienti della libreria ravennate: "E' vero che nel nostro negozio c'è una clientela già molto sensibile a queste tematiche - continua Sara - Abbiamo ricevuto anche qualche critica, ma ce l'aspettavamo: sono arrivate soprattutto dai social, ma c'è stata anche una persona che è entrata in negozio per criticarci... Ma è normale, non si può fare una frittata senza rompere le uova!". I poster ricordano un po' quelli esposti nella sede di CittAttiva, che qualche mese fa vennero presi di mira da un vandalo che disegnò sulla vetrata alcune svastiche con una bomboletta spray. "Il clima che si respira a Ravenna è quello che si respira un po' in tutta Italia e in tutta Europa: non un bel clima - conclude la libraia - Siamo tornati indietro su temi come l'antifascismo e i diritti civili: l'Italia sta regredendo mostruosamente, le estreme destre stanno prendendo tanto piede e le critiche che ci vengono fatte non sono colte e sensate, ma violente, frasi violente contro messaggi pacifici, che poi possono essere condivisibili o meno, ma non essere d'accordo non giustifica che si parli con violenza. Noi non ci facciamo spaventare o intimidire da questa violenza che per ora è solo verbale, siamo molto serene. Per noi che lavoriamo costantemente con l'infanzia è naturale preoccuparci non solo del presente, ma anche del futuro. Questi manifesti sono la sintesi di ciò che vorremmo trasmettere agli adulti di domani. E' la direzione che ci mostrano, con le loro storie e i loro gesti, i bambini che incontriamo quotidianamente in libreria e nelle scuole: accogliere, salvare, non aver timore delle differenze".

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