Licenziato alla Marcegaglia, il giudice lo reintegra al lavoro

E' stato un licenziamento discriminatorio e il giudice ha deciso per il reintegro del lavoratore licenziato alla Marcegaglia di Ravenna. "Con questa sentenza si rimuove una discriminazione inaccettabile”, dice la Cgil

E' stato un licenziamento discriminatorio e il giudice ha deciso per il reintegro del lavoratore licenziato alla Marcegaglia di Ravenna. "Con questa sentenza si rimuove una discriminazione inaccettabile”, dice la Cgil. La vicenda è iniziata con la lettera di licenziamento ad un lavoratore iscritto alla Fiom, accusato di essersi appropriato di una paio di scarpe antinfortunistiche usate, lasciate alle intemperie su un davanzale della finestra nel cortile dell'azienda.

Commenta Milco Cassani, responsabile della Fiom-Cgil: “Ma è apparsa evidente fin da subito la volontà aziendale di non perdonare al dipendente, il fatto di aver chiesto giustizia sul riconoscimento della sua invalidità e alla Fiom di non aver accolto l'invito di non candidare il proprio iscritto alle prossime elezioni della Rsu. Una cosa assolutamente inaccettabile per la Fiom che fin da subito ha ritenuto quel licenziamento ingiusto e discriminatorio”.

Nei giorni scorsi, la Fiom ha indetto uno sciopero nello stabilimento in solidarietà al lavoratore, “perché dietro a tutto questo non c'era solo il fatto in sé, ma anche una vicenda sul piano umano”. Così la racconta la Cgil: “Quello di un lavoratore con una situazione familiare a dir poco difficile: invalido al 65%, separato con tre figli a carico. La sua unica fonte di reddito era proprio lo stipendio, frutto del suo lavoro alla Marcegaglia di Ravenna. Una storia di cui l'azienda era a conoscenza, che però ha preferito non tenere in considerazione. Ci saremmo aspettati una maggiore sensibilità, ma evidentemente hanno prevalso altre logiche”.

“Per questo era inevitabile il ricorso alla giustizia e la sentenza del Giudice del Tribunale di Ravenna parla chiaro; di licenziamento discriminatorio si tratta, pertanto il lavoratore dovrà essere reintegrato al lavoro – sempre Cassani -. La Fiom e i suoi delegati esprimono grande soddisfazione e ringraziano tutti i dipendenti, che hanno manifestato con l'adesione allo sciopero la solidarietà di cui il lavoratore sentiva il bisogno, come del resto sarebbe stato per qualsiasi altra persona che si fosse trovata in una simile situazione”.

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“Un ringraziamento anche alle forze politiche che hanno ritenuto di rendere pubblico il loro punto di vista e all'avvocato Federica Moschini che, con la precisa e particolareggiata ricostruzione dei fatti, ha reso possibile il raggiungimento di questo risultato. Dopo la condanna inflitta alla Marcegaglia per condotta antisindacale del 2011 e quest'ultima per licenziamento discriminatorio, la Fiom e i suoi delegati, non si rassegnano nell'auspicare che le relazioni sindacali tornino nella loro sede naturale che è quella aziendale, nel rispetto di tutte le organizzazioni sindacali e senza discriminazione per nessuno”, conclude Cassani..

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