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Un albergo ravennate ospita le persone in quarantena: "Ma non chiamateci Covid hotel"

La struttura è stata ritenuta idonea per ospitare persone in quarantena non autonome per l’isolamento domiciliare e pazienti "clinicamente guariti" dimessi dagli ospedali ma ancora positivi al Coronavirus

Da qualche giorno anche il territorio ravennate possiede un "Covid-Hotel", una struttura individuata come idonea per l’erogazione di servizi alberghieri a persone poste in quarantena non autonome per l’isolamento domiciliare e per pazienti "clinicamente guariti" dimessi dagli ospedali ma ancora positivi al Coronavirus. Si tratta dell'Aparthotel Costa Paradiso di Lido Adriano, che ha messo a disposizione oltre un quarto dei propri appartamenti per gli ospiti individuati dall'Ausl. Va subito detto, però, che l'etichetta "Covid-Hotel" non piace a Massimo Zanella, direttore della struttura, che ha prontamente aderito a questa iniziativa.

Siete stati voi a offrirvi per diventare un "Covid hotel"?
Qualche tempo fa è arrivato un comunicato dalle associazioni di categoria in cui si chiedeva chi era interessato a ospitare personale sanitario che proveniva da fuori regione, e noi abbiamo aderito a questa richiesta. Poi è passato un po' di tempo e sono venuti a fare un sopralluogo quelli della Protezione Civile. Dopo una settimana hanno richiamato dicendo che la nostra struttura era idonea. Per ora non c'è nessun paziente Covid qui. Ospitiamo invece diverse persone che non possono rientrare a casa propria per vari motivi. C'è un cliente spagnolo, chi rientra dai cantieri all'estero...

Quanti appartamenti avete destinato a questo servizio?
Ho dato la disponibilità di 35 appartamenti sui 125 totali. Finora però nessuno di questi è occupato.

Fino a quando avete dato disponibilità?
Io ho dato disponibilità fino al 30 giugno, non è un problema destinare due "scale" a questo servizio. Facendo anche una sorta di sondaggio con gli altri nostri ospiti, ho scoperto che anche loro preferirebbero avere come "vicino" una persona che rispetta queste norme di sicurezza, piuttosto che un completo estraneo.

Come avete organizzato la struttura per evitare contagi?
Funziona così: il cliente arriva e trova l'appartamento sanificato secondo il protocollo fornitoci dall'Ausl. Nell'appartamento trova tutto l'occorrente per prepararsi la colazione. Per i pasti ci serviamo di un catering. Ogni sera l'ospite ordina i pasti tramite un menù che gli forniamo e il giorno dopo alle 12.30 troverà una sporta con il pranzo fuori dalla sua porta. Più tardi rimetterà fuori la sporta con l'immondizia e alle 19.30 si ripete lo stesso per la cena. Tutto avviene senza alcun contatto diretto.

Come si sente ad affrontare questa sfida?
Penso che sia una cosa facile, noi in pratica dobbiamo fare poco: si tratta solo di organizzare il lavoro, cosa che facciamo già nella nostra normale attività. Dobbiamo rispettare le direttive che ci sono state date dall'Ausl, sentire il catering per i pasti e fornire la biancheria agli ospiti. Di contatti tra noi e gli ospiti non ce ne sono mai. Eravamo un po' titubanti all'inizio, ma poi abbiamo capito che si poteva affrontare questa situazione. Qui è quasi come stare in campeggio, si riesce a limitare ogni contatto. Ho già preparato un buon numero di appartamenti preventivamente, nel caso arrivassero questi ospiti. Ora si tratta solo di aspettare, ma spero che vengano in pochi o nessuno, perché vorrà dire che siamo fuori da questa emergenza.

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