Lido di Dante dice stop alla "contesa": "Il nostro presidente è Pasquale Minichini"

Da qualche mese tira una "cattiva aria" all'interno del comitato cittadino di Lido di Dante, conteso tra il presidente eletto Pasquale Minichini e la minoranza presieduta da Carlo Gambi

Da qualche mese tira una "cattiva aria" all'interno del comitato cittadino di Lido di Dante, conteso tra il presidente eletto Pasquale Minichini e la minoranza autoproclamatosi "nuovo comitato cittadino di Lido di Dante", presieduta da Carlo Gambi. Ora la presidente del Consiglio territoriale del mare Roberta Mingozzi fa sapere che lo stesso consiglio, riunitosi mercoledì, avrebbe confermato il riconoscimento del comitato cittadino nella composizione seguita alla sua pubblica elezione, con la presidenza in carica a Minichini. La deliberazione consiliare è stata poi trasmessa all'amministrazione comunale per presa d'atto.

"I comitati cittadini, avendo la veste giuridica di “associazioni non riconosciute”, non sono sottoposti ad alcuna normativa di legge, se non dall’art. 36 del Codice civile che stabilisce che “L’ordinamento interno e l’amministrazione delle associazioni non riconosciute come
persone giuridiche sono regolati dagli accordi degli associati” - spiega Mingozzi - Nel caso del comitato cittadino di Lido di Dante, l’unico strumento giuridico che lo disciplina è lo Statuto interno approvato dall’assemblea cittadina della località, il quale non contempla che il presidente possa cessare prima del termine del mandato (nel caso, il 2021), se non a seguito di decadenza “per palese immoralità del soggetto o a seguito di tre assenze ingiustificate” o di dimissioni presentate per iscritto. Qualora però la “sfiducia” al presidente fosse
stata giustificata da altra norma di legge, regolamento o statuto, Carlo Gambi avrebbe dovuto appalesarla, affinché potesse essere valutata".

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La replica

"Rimaniamo molto stupiti nel leggere quanto comunicato dalla Presidenza del Consiglio Territoriale del Mare circa il riconoscimento della legittimità di Minichini alla Presidenza del Comitato Cittadino di Lido di Dante da parte del Consiglio Territoriale del Mare - commentano in risposta Gino Bolognesi (capogruppo Pd), Simona Stranieri (capogruppo Pri), Piergiorgio Anzelmo (capogruppo Insieme Per Cambiare) e Patrizia Mastrogiacomo (capogruppo Art.1 Mdp) - Davanti a un tema così delicato e sentito, la comunicazione con cui la Presidenza del Consiglio Territoriale ha diffuso questa notizia è estremamente parziale e rappresenta una oggettiva forzatura politica. In tale nota si riporta infatti solamente il contenuto di un primo documento, approvato esclusivamente con i voti del centro destra. Non si fa invece alcuna menzione di un secondo documento, proposto dai gruppi di centrosinistra e votato all’unanimità da tutti i consiglieri presenti (compresi tutti quelli di maggioranza, la stessa Presidente e addirittura lo stesso Minichini) in cui il Consiglio ritiene “inopportuno che organismi eletti sulla base di rappresentanza politica come i Consigli Territoriali entrino nel merito di controversie all’interno di consessi democraticamente eletti e che sia competenza politica dei Consigli Territoriali operare nella direzione di una mediazione qualora eventuali contrasti minaccino di procurare danno o addirittura paralizzare l’attività dei Comitati Cittadini” e che conclude proponendo “alla Giunta Comunale, congiuntamente alla presidenza di questo Consiglio Territoriale, di farsi parte attiva di questo processo di riappacificazione che risulta quanto mai necessario e urgente”. Resta infatti la nostra ferma convinzione che, in situazioni analoghe, il fatto che a colpi di maggioranza un Consiglio Territoriale si possa scegliere sistematicamente il “proprio Presidente” all’interno di un comitato cittadino rappresenti un gravissimo precedente".

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