Lido di Dante e la subsidenza, il Comitato cittadino: "Serve una risposta dalle istituzioni"

Dal 2012 al 2027, facendo una proiezione con gli ultimi dati Arpa disponibili, Lido di Dante si abbasserà ancora, come minimo, di altri 33 cm", affermano dal Comitato cittadino

"La recente petizione, lanciata dal nostro concittadino Pasquale Minichini in qualità di primo firmatario, per
chiedere lo stop delle estrazioni sotto costa
e la grande adesione di firme che sta riscuotendo, pone in luce
con estrema chiarezza il forte stato di apprensione di cittadini e imprenditori non solo di Lido di Dante ma
anche delle località limitrofe, di fronte al problema della subsidenza". E' quanto affermano dal Comitato cittadino della località ravennate.

"Un fenomeno questo che a buon ragione può essere considerato uno fra gli impatti ambientali più significativi che stanno colpendo la nostra costa, i cui effetti negativi in termini di erosione costiera e ingressione marina sul tratto che va da Lido Adriano sino a Foce Bevano e i cui legami con le estrazioni di gas metano, da ormai dieci anni sono oggetto di svariati studi e pubblicazioni ufficiali da parte della Regione Emilia Romagna, di Arpa, di Legambiente, delle Università di Padova, di Bologna e di Ferrara, nonché di altre autorevoli fonti", aggiungono dal Comitato.

"A questi effetti si devono aggiungere poi i più recenti ma purtroppo sempre più frequenti, fenomeni di
allagamenti di piazze e strade ad ogni pioggia un po’ più consistente a causa anche del progressivo
disallineamento delle pendenze delle condotte e dei canali di scolo delle acque piovane - proseguono dal Comitato -. Dal 1984 al 2011 Lido di Dante è sprofondato di ben 45 centimetri, Lido Adriano di 40 centimetri. Dal 2012 al 2027, facendo una proiezione con gli ultimi dati Arpa disponibili, Lido di Dante si abbasserà ancora, come minimo, di altri 33 centimetri, Lido Adriano di ulteriori 22 centimetri. Come se non bastasse i vari rilevi periodici di Arpa Emilia Romagna mostrano per Lido di Dante un trend in continuo peggioramento con una velocità media di abbassamento del suolo che nel periodo 2006-2011, raggiungendo i -2,1 centimetri all’anno, si è attestata a circa il quadruplo del valor medio di tutta la costa Ravennate".

"In questi giorni Eni e Comune di Ravenna dovrebbero procedere alla firma del IV Accordo di collaborazione specifico per Angela Angelina 2014-2016 del valore di 5 milioni di euro, mentre verso la fine dell’anno andrà in scadenza l’attuale VI Accordo generale per tutta la costa 2011-2014 del valore di 11 milioni di euro, per la realizzazione di interventi a salvaguardia dell’area costiera - ricordano dal Comitato -. Non vogliamo in questo momento entrar nel merito di quanto fatto o non fatto negli anni passati con le ingenti somme derivanti dai precedenti Accordi, in quanto oggi siamo giunti ad un punto nel quale il danno ambientale prodotto dalla subsidenza, sommato alla forte velocità di abbassamento del suolo e alle previsioni di innalzamento del livello medio del mare per i cambiamenti climatici in atto, ci pongono davanti ad un quesito fondamentale per capire quale sarà il futuro del nostro territorio. Cosa intendono fare adesso e nei prossimi mesi i nostri amministratori locali per tentare di rallentare o quantomeno compensare gli effetti della subsidenza i cui effetti irreversibili, anno dopo anno, stanno letteralmente cancellando una fetta della nostra costa?".

"Perché se davvero non si vuole che Lido di Dante diventi le prima vittima sacrificale del nostro territorio, allora le alternative rimaste sono davvero poche e vanno perseguite con la dovuta tempestività e incisività - chiosano dal Comitato -. Azzerare la componente antropica della subsidenza per rallentare un fenomeno che ha assunto valori raccapriccianti è sicuramente una soluzione perseguibile, ma oggi occorre anche gestire l’emergenza ambientale in atto mettendo subito in campo con estrema rapidità idonei interventi integrati e strutturati in grado non solo di salvaguardare nel medio-lungo periodo tutto quel tratto di territorio (ad esempio intervenendo anche sull’area a nord della località che arriva fino alla Foce dei Fiumi Uniti, finora mai oggetto di alcun intervento ma altrettanto strategica per la salvaguardia dell’abitato), ma anche di rivalorizzarlo dal punto di vista ambientale e naturalistico"-

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"Per fare questo è indispensabile che le risorse economiche derivanti dal IV Accordo specifico Angela Angelina, che ormai potrebbero anche essere del tutto insufficienti a compensare il danno ambientale prodotto dalla subsidenza, siano impiegate tutte e senza indugi sul nostro territorio - concludono -. La nostra località non può più permettersi infatti di aspettare i tempi che sono occorsi per arrivare a cantierare le opere di potenziamento e ricalibratura delle scogliere antistanti la località il cui progetto risale al 2010 e che solo in questi giorni, quasi quattro anni dopo, dovrebbero poter finalmente vedere l’inizio dei lavori".

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