Lido di dante, spiaggia e pineta della riserva naturale inghiottite dal mare

Sorge un dubbio: siamo sicuri che questo lembo di territorio Italiano, di alto pregio ambientale, rientri nell’interesse di conservarlo per le generazioni future?

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RavennaToday

Ennesimo allerta meteo diramato dalla Protezione Civile regionale. Come riportato dalla stampa locale, la fase di attenzione è attivata per eventi come pioggia, vento, criticità idrogeologica e criticità idraulica, dalle 7 di sabato alle 13 di lunedì, per un totale di 54 ore. Tutto generico, in modo che qualsiasi cosa dovesse succedere è ricompreso nell'alveo dell'allerta. Certo, la scienza si è molto evoluta negli ultimi anni, a breve si indicheranno anche i minuti e i secondi. Non si sa mai, dai calcoli dovesse scappare qualche nuvola ritardataria, una birichinata del vento o qualche onda vogliosa di fare surf!

A Lido di Dante non stanno facendo salti di gioia, poiché dalle previsioni di Arpa si rileva che già dalla tarda mattinata di sabato, sarebbe previsto un rapido aumento del moto ondoso del mare, fino a molto mosso che dovrebbe attenuarsi nella serata-notte di domenica.

Di questo passo, di maretta in maretta, è la volta buona che la pineta Ramazzotti possa perdere anche quel pò di vegetazione che è rimasta dopo il violento incendio del 19 luglio 2012. Le foto, dopo l'ultima mareggiata, seppur contenuta, mostrano che l'acqua salmastra ha già iniziato a mietere le prime vittime, cioè la prima fila di pini marittimi e altre piante arbustive che costituivano frangivento per la vegetazione interna. Lo stradello retrodunale, quello che una volta era, o doveva essere, il baluardo a protezione della pineta, in gran parte non esiste più. Complice anche l'accentuato abbassamento del suolo, la pineta è ora alla mercé del mare e basta un nonnulla, anche una piccola insignificante maretta, che il dado sarà tratto.

Ma il sindaco e l'assessore ai lavori pubblici del comune di Ravenna, non si erano assunti l'onere di mettere in sicurezza l'intera Riserva naturale? Come al solito, si chiuderà la stalla dopo che i buoi saranno scappati. Possibile che i soloni di Palazzo Merlato non sappiano che la natura non aspetta i lunghissimi tempi burocratici? Lascia alquanto perplessi anche il silenzio del gestore, Corpo Forestale dello Stato, che di fronte a tale criticità non si hanno notizie se abbia attivato il Ministero competente per un intervento urgente.

Sorge un dubbio: siamo sicuri che questo lembo di territorio Italiano, di alto pregio ambientale, rientri nell'interesse di conservarlo per le generazioni future? La domanda sorge spontanea: poco potrebbe essere stato fatto per non farsi cogliere impreparati a un attacco criminale, che ha distrutto oltre sessanta ettari di pineta a mezzo del fuoco; ora parrebbe che altrettanto poco si starebbe facendo affinché il mare non cancelli il resto. E no, non ci siamo, la comunità ravennate non sarà vostra complice, alzate le terga dalla poltrona, tutti, Forestale, Comune, Regione, Stato, e restituite questo patrimonio dell'Unesco all'intera umanità.

Pasquale Minichini
Capogruppo consiglio territoriale di Lista per Ravenna

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