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Giovedì, 20 Giugno 2024
Cronaca

Lista per Ravenna attacca i 'numeri' del Mar: "120mila visitatori? Presenze sballate"

Il capogruppo di Lista per Ravenna: "I 120.000 saranno stati essenzialmente quei 9-10.000 di casa nostra e dintorni che hanno fatto un giro per mostre coi loro pargoli"

La Biennale “RavennaMosaico” nell’edizione 2017, tra il 7 ottobre e il 7 gennaio, ha esposto "la migliore produzione di molti artisti di valore, anche giovani, specie ravennati", spiega il capogruppo in consiglio di Lista per Ravenna Alvaro Ancisi. "Un sobrio resoconto delle sue virtù avrebbe meritato il plauso generale: ma la dirigenza politica cittadina, cantata al suono del “grande successo” comprovato da 120.000 “presenze ai vari eventi”, obbliga a mostrarne la più umile realtà - rincara subito il consigliere d'opposizione - L’unica mostra a pagamento dei circa 40 eventi espositivi è stata la mostra "Montezuma, Fontana, Mirko"; le presenze finali sono state 15.117. Sta di fatto che sulle “presenze” di quest’anno hanno inciso cinque generosità: dal 7 dicembre al 7 gennaio, i turisti che hanno trascorso almeno una notte nelle strutture ricettive della città sono entrati gratis; nello stesso periodo è stato offerto un biglietto unico da 5 euro per famiglie da due bambini e due adulti; per i gruppi con guida turistica è stato abbassato il prezzo normale da 6 a 4 euro; per Natale, il sindaco ha regalato due biglietti ai 1.179 dipendenti del Comune (cioè 2.160); nell’ultima serata del 7 gennaio, si è fatta un’apertura straordinaria dalle 18.00 alle 21.00 con ingresso gratis per tutti. Chissà perché gli incassi della mostra non sono stati ancora rivelati: nell’attesa, fatto 5 euro e mezzo l’incasso medio dei biglietti “veri” venduti, le presenze saranno state sì e no 9mila".

"Veniamo ora alle 114.883 presenze dichiarate per gli altri 38 eventi di RavennaMosaico 2017 - continua Ancisi - Le quattro mostre del Museo Nazionale avevano un ingresso unico, ma le loro 33mila presenze sono state conteggiate sommando i vari passaggi di ogni persona dall’una all’altra esposizione. Sono stati scorrettamente contati per la Biennale i 37.320 visitatori dei due monumenti statali Mausoleo di Teodorico (18.961) e Battistero degli Ariani (19.160), solo perché  in ciascuna era stato installato un lavoro musivo di Marco de Luca: ma sono i numeri normali di questi monumenti, anche senza un mosaico moderno. Le persone che hanno affollato i mercatini, le feste, la pista del ghiaccio e le iniziative varie avutesi in piazza Kennedy non hanno avuto difficoltà a visitare sul posto la mostra Sicis di Palazzo Rasponi dalle Teste, aperto anche di notte, che ha avuto 19.272 visitatori: ma le molte ammiratrici dei gioielli esposti, ritornate più volte a contemplarli, sono state ogni volta riconteggiate. Sarebbero stati zero gli 11.999 e i 5.301 visitatori rispettivamente dei Chiostri Francescani e della Biblioteca Classense senza le mostre ivi allestite per l’occasione? Se ne dubita. Nelle gallerie private che, quasi tutte, vendono dei souvenir turistici, i 7.290 ingressi registrati sono stati tutti per le loro mostre? Difficile fantasticarlo. Peccato soltanto che, dovendosi andare apposta in via Rondinelli, le presenze alla celebratissima Tamo si siano fermate a 4.200. Ci si consola con “i bambini coinvolti nella Biennale dei Bambini”, esattamente 2.000. Ovviamente, la gratuità della massima parte degli ingressi e l’insistita pubblicità in ambito largamente locale sia della Biennale che di tutti gli omaggi e gli sconti non depongono a iscrivere l’evento come grande attrazione ravennate del Turismo Culturale; bensì, volendo, come opportunità di crescita culturale e sociale della popolazione domestica. Se è per ciò che “tutti gli eventi della Biennale hanno ottenuto molto successo”, ci possiamo accontentare, anche se (è sempre il sindaco che declama) “abbiamo impiegato risorse eccezionali su questa edizione molto più che in passato”. Ma che “siamo riusciti ad accendere i riflettori nazionali” perché “abbiamo inserito un’offerta turistica dove prima non c’era” non lo crede nessuno. I 120.000 saranno stati essenzialmente quei 9-10.000 di casa nostra e dintorni che hanno fatto un giro per mostre coi loro pargoli. Siamo pur sempre una città di 160.000 abitanti".

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