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Domenica, 23 Giugno 2024
Cronaca

Presidio 'a sorpresa' contro la serata sulla guerra in Ucraina. Un manifestante viene allontanato: "Si cerca di mistificare la realtà"

L'appuntamento dedicato al conflitto organizzato dal Pd è stato duramente criticato da un presidio coordinato da La Comune e da Rete Antifascista

Doveva essere una tranquilla serata di attualità sul tema caldo della guerra fra Russia e Ucraina, ma il dibattito è stato "riscaldato" da un inaspettato presidio. Nella serata di giovedì, era infatti in programma un incontro organizzato dal PD presso la Sala D'Attorre di Ravenna, intitolato "Storie e prospettive di pace nell'attacco russo in Ucraina", con il giornalista Carmelo Domini nel ruolo di moderatore e con gli ospiti Alessandro Barattoni (segretario provinciale PD) e Andrea Baravelli (docente di storia contemporanea). L'evento è stato però accompagnato da un presidio organizzato da La Comune e dalla Rete Antifascista di Ravenna che hanno voluto denunciare "un clima orwelliano di controllo sociale, al fine di legittimare politiche guerrafondaie in contrasto con i valori costituzionali del nostro paese".

Secondo gli esponenti di La Comune e della Rete Antifascista, durante l'incontro d'attualità si sarebbe "tentato per l'ennesima volta di mistificare la realtà storica negando il ruolo di allargamento della Nato e trascurando colpevolmente il genocidio del Donbass". A quanto riferito dai movimenti organizzatori del presidio, uno dei manifestanti, sarebbe stato "allontanato brutalmente dalla sala mentre esponeva i nostri pensieri contro chi predica pace ma fomenta la guerra". 

Anche Potere al Popolo di Ravenna esprime solidarietà all'uomo espulso: "Di fronte alla deliberata opera di mistificazione perpetrata dai relatori invitati dal Pd, che cancellavano dalla propria narrazione otto anni di stragi e 15.000 morti, uccisi dalle milizie ucraine nel Donbass, di fronte alla scomparsa della pluridecennale espansione verso est dell’Alleanza Atlantica, di fronte alla negazione del colpo di stato del 2014 a Kiev, non è riuscito a tacere e ha cercato di interloquire. Questo è bastato ad alcuni individui per prenderlo a calci e spingerlo fuori dalla sala. Evidentemente il clima bellicista che comincia a pervadere la nostra società, del quale il Pd è tra i maggiori responsabili, dà frutti avvelenati, al punto che chiunque si sente autorizzato a menare le mani. Quel partito è impegnato a occultare la verità e a travisare i fatti per legittimare la propria posizione di estrema sudditanza nei confronti del governo degli Usa, anche a discapito degli stessi nostri interessi nazionali. Siamo al fianco di tutti coloro che lottano per una pace giusta, che si oppongono all’invio di armi ai belligeranti, che non vogliono schierarsi a fianco del regime filonazista di Kiev, che chiedono l’immediato cessate il fuoco e il ritiro delle forze russe, che credono, come dice la Costituzione, che il dialogo e la diplomazia debbano  essere l’unico  mezzo di risoluzione delle controversie internazionali".

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