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Lo showman di Mirabilandia lancia una petizione: "Riapriamo i parchi divertimento al più presto"

La petizione nasce dalla decisione del Governo di lasciar riaprire i parchi divertimento italiani - oltre 230 in Italia - solo dal 1 luglio

Ha già raggiunto superato le 3000 firme in due giorni la petizione 'Riapriamo i parchi tematici al più presto' lanciata da Davide Padovan, storico showman di Mirabilandia che da 16 anni presenta lo spettacolo degli stuntman nel parco divertimenti alle porte di Ravenna. La petizione nasce dalla decisione del Governo di lasciar riaprire i parchi divertimento italiani - oltre 230 in Italia - solo dal 1 luglio; decisione che ha scatenato polemiche in tutta Italia. L'anno scorso Mirabilandia aveva aperto le porte ai clienti il 20 giugno, ma per l'estate 2021 - dopo un anno di pandemia e con i vaccini in corso - ci si sarebbe aspettati un'apertura anticipata, non di certo posticipata.

"Siamo in sofferenza, stremati, senza reddito - spiega Padovan - Lo scorso anno ci sono stati zero contagi a Mirabilandia, sia tra i dipendenti che tra gli ospiti. E ora, con tutte le misure e i protocolli per poter riaprire in sicurezza e i vaccini, vogliamo posticipare l'apertura? Ci si può divertire in sicurezza rispettando i protocolli dello scorso anno. Non è pensabile che dopo un anno siamo messi peggio e ci vogliano continuare a tenere chiusi fino a luglio. C'è bisogno di tornare a divertirsi in assoluta sicurezza, e se riaprono ristoranti, attività commerciali, cinema e teatri perchè non aprire anche un luogo al 95% all'aperto? Tutti i lavoratori di ogni settore dei parchi hanno diritto di riprendere la loro attività in assoluta sicurezza. I protocolli sono appropriati per garantire sicurezza a lavoratori e visitatori. I dipendenti non percepiscono neppure più la Naspi. Io sono a rischio esaurimento e con brutti pensieri. Deve scapparci un morto per essere ascoltati?".

Bonaccini: "Speriamo di poter anticipare alcune aperture"

Un piccolo spiraglio sulla possibilità di anticipare alcune riaperture, come ad esempio quelle dei parchi, è arrivato da Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna: "Si è riusciti ad anticipare le aperture rispetto a quanto era stato previsto in diversi casi, a partire dai ristoranti. Per quanto riguarda i ristoranti all'aperto, sta succedendo esattamente quello che dissi io qualche settimana fa. Capisco che siamo in un Paese in cui non ci si ricorda quasi più nulla ma così esattamente sta andando''.

"Comprendo la necessità di utilizzare gli spazi aperti - ha aggiunto Bonaccini - so che per alcuni ristoratori è impossibile, io mi auguro che se le cose nelle prossime settimane, monitorandole quotidianamente, potranno migliorare, si potrà arrivare anche a un anticipo di aperture che riguardano il mese di giugno e addirittura, come nel caso dei parchi, il primo di luglio. Se le cose vanno bene, nelle prossime settimane ci potrà essere una parziale revisione di queste regole''.

Parchi tematici: nel 2020 persi 10mila posti di lavoro

La prolungata chiusura dei parchi a tema ha avuto ovviamente conseguenze nefaste sull'occupazione: nel 2020 il 20% dei parchi ha rinunciato completamente all'apertura e si sono persi 10.000 posti di lavoro stagionali. Una ''strage'' che rischia di coinvolgere migliaia di lavoratori e centinaia di imprese, già messe in ginocchio dalla crisi economica e adesso ''beffate'' dalle decisioni del Governo. Un grido d'aiuto che non può restare inascoltato, considerando che il settore dei parchi tematici nel 2019 ha generato un giro d'affari da 400 milioni di euro, che sale ad un miliardo se si contemplano anche hotel, ristorazione, merchandising, manutenzione e le altri voci correlate.

Filcams Cgil: "Preoccupa l'apertura il 1 luglio"

"Il turismo è sicuramente uno dei settori economici maggiormente colpiti e penalizzati dagli sviluppi della crisi pandemica. Un settore economico di grande rilevanza capace di produrre circa il 13% del PIL dell’Emilia-Romagna. La stagione estiva ormai alle porte potrebbe rappresentare, così come è accaduto lo scorso anno, un’opportunità per superare l’attuale stato di grande sofferenza, quanto meno per tutte quelle attività legate al turismo della stagionalità balneare - commenta Paolo Montalti, segretario generale Filcams Cgil Emilia-Romagna - Anche il cronoprogramma ipotizzato dal governo con le prossime aperture sembra spingere in quella direzione, ma su alcune date stabilite abbiamo perplessità e preoccupazione. Un settore importante della filiera turistica nella nostra regione è senza dubbio quello dei parchi a tema e divertimento per i quali la riapertura non è prevista prima del 1 luglio. Mirabilandia, Italia in miniatura, Fiabilandia, Acquafan, Oltremare e Acquario di Cattolica, solo per citarne alcuni ma senza dimenticare gli altri sia della Riviera romagnola che dell’entroterra emiliano, attività che danno lavoro a circa 2.000 persone quasi prevalentemente lavoratrici e lavoratori stagionali. Per questo motivo la riapertura prevista solo per il 1 luglio ci preoccupa, per un’ulteriore riduzione della stagione lavorativa che inciderà negativamente in termini occupazionali e di reddito e con un accorciamento del periodo indennizzabile da Naspi che avrà ripercussioni negative anche in tema di prospettiva previdenziale per gli stagionali coinvolti. Siamo consapevoli che attività come quelle dei parchi divertimento non rientrano nell’alveo delle attività essenziali, per questo tra l’altro sono chiuse da ottobre scorso, ma in un ottica di ripartenza di tutte le attività, posticipare questa aperture mette a rischio l’occupazione in un settore che ha un ruolo importante nel comparto del turismo. Riteniamo pertanto indispensabile che nei confronti di queste lavoratrici e di questi lavoratori vi sia un particolare attenzione indirizzata a difenderne il mantenimento del reddito e dell’occupazione. Il sistema dei bonus e delle indennità messe in campo dal governo precedente e confermate dal Dl Sostegni del governo Draghi fino ad ora è stato un paracadute per lavoratrici e lavoratori stagionali che non hanno accesso ad altre forme di sostegno al reddito. Riteniamo però che questo sistema debba essere riproposto proprio a tutela di chi si troverà nell’impossibilità di poter lavorare per l’intera stagione turistica. Inoltre, consideriamo non più rinviabile una modifica della Naspi che tenga conto delle peculiarità del lavoro stagionale e non penalizzi, come accade ora, gli stagionali sia in termini di sostegno al reddito che in termini previdenziali, e rivendichiamo la necessità di un ammortizzatore sociale adeguato a sostenere la stagionalità per garantire buona occupazione e non disperdere un patrimonio lavorativo e di professionalità che garantisce un fondamentale contributo ad uno dei settori economici più importanti della nostra regione quale è il turismo".

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