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Coronavirus, chiusi tanti locali, ma c'è chi resta aperto: "Concediamo un momento di normalità, ma con regole rigide"

Aumentano le chiusure dopo l'ultimo decreto del Governo. Bar e pub che sospendono l'attività e auspicano misure di sostegno, ma c'è anche chi resiste e segue le norme di sicurezza

Sono già tante le saracinesche abbassate su tutto il territorio ravennate. L’obbligo non c’è per il momento, ma comunque sono diversi i locali che hanno deciso di chiudere per cercare di evitare la diffusione del Coronavirus, sia nel centro di Ravenna che nel forese. Alcuni imprenditori del centro hanno dato vita alla campagna #iorestoacasa, per invitare i concittadini a uscire il meno possibile e solo per casi eccezionali.

Da mercoledì ha chiuso fino a data da destinarsi il bar Vinvita di via Monfalcone: il titolare Gaspare Ligama spiega amareggiato che "la gente deve avere una ragione per andare al bar. Capiamo le limitazioni imposte dal governo, ma ci impediscono di lavorare". C'è anche chi è più "fortunato", avendo già programmato una settimana di ferie prima dell'emergenza: come racconta Martina Nocella del Grinder Coffee Lab  di via di Roma. "Eravamo già in ferie questa settimana - spiega la giovane - questa circostanza ci ha aiutati, perché avevamo già limitato gli ordini con i fornitori. Credo che chiudere da un giorno all'altro sia veramente difficile. Per la prossima settimana valutiamo se stare chiusi, probabilmente sarà così, ma siamo in attesa di vedere se cambierà qualcosa".

Alcuni locali aperti solo nel turno serale sono stati invece obbligati alla chiusura. Tra questi c'è anche il Darsenale di via D'Alaggio, che a breve avrebbe dovuto festeggiare il suo primo anniversario dall'apertura. "Siamo stati di fatto costretti a sospendere l'attività - riferisce Giovanni Baldini, uno dei soci del locale - Personalmente cerco di mantenere sempre una certa positività, ma è giusto prendere atto che questa cosa è una seria. Stare a casa è difficile, ma invitiamo tutti a fare uno sforzo. Auspichiamo che possano esserci dei contributi o delle formule di sostegno per aiutare le attività".

Non tutti chiudono, però. C'è chi ha deciso di continuare a lavorare nonostante le difficili restrizioni necessarie per la salute di lavoratori e clienti: tra questi il Sedici Bar in via Antica Zecca. "Vogliamo concedere un momento di normalità alle persone che stanno continuando a lavorare - spiega Valentina, che gestisce il bar insieme al compagno Enrico - ma se arriveranno misure più restrittive saremo pronti a chiudere". Chiaramente anche in questo bar, come nelle altre attività aperte, si stanno seguendo in maniera rigorosa le disposizioni di sicurezza, fra cui il famoso metro di distanza tra una persona e l'altra: "Siamo rigidissimi nel fare rispettare le regole, ma anche i clienti sanno come comportarsi".

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