Cronaca

Toga party, autostop in barca e bagnini 'sciupafemmine': "Noi di Lido Adriano fra personaggi e avventure"

Monica Costa racconta l'epopea del lido ravennate dagli anni Sessanta a oggi, tra emozioni, protagonisti leggendari e grandi cambiamenti

Ricordi che fanno emozionare, personaggi leggendari che continuano a far parlare di sé, avventure spericolate che rimangono indelebili attraverso i decenni. Tutto questo, e molto altro, viene raccontato da Monica Costa nel suo libro "Noi di Lido Adriano - Storie di Romagna". Un volume che racconta fra ricordi e interviste la storia del lido ravennate dalla sua fondazione ai giorni nostri, riportando alla memoria vicende e persone che hanno segnato la vita di un'intera comunità.

Faentina di nascita, cresciuta a Bologna e oggi residente a Londra, Monica Costa ha un legame davvero speciale con Lido Adriano. Un vero e proprio "amore" come svela l'autrice che, fin da bambina e ancora oggi, trascorre buona parte dell'estate nella località ravennate. "Il libro nasce dal cuore - confessa Monica - Amo la mia terra in modo esagerato. 'Romagna Mia' è proprio la mia canzone, perché si appella ai miei sentimenti. Ho capito in questi anni che le radici hanno la loro importanza, e le mie sono romagnole. Credo che la nostalgia delle radici sia qualcosa di innato".

E forse è proprio la sua condizione di romagnola emigrata all'estero che ha rafforzato il legame dell'autrice con la propria terra d'origine. Un legame che per Monica esiste da tutta la vita. "I miei nonni comprarono casa a Lido Adriano negli anni Sessanta. Allora non c'era praticamente nulla. Poi arrivò il conte vicentino Augusto Chiericati che investì in questa zona: vide il potenziale di questa località e cominciò a costruire. L'appartamento comprato dai miei nonni era proprio nel 'grattacielo' di Lido Adriano, il primo costruito dall'ingegner Berardi che edificò anche i grattacieli di Milano Marittima e Cesenatico. Quindi è da quando sono nata che vengo a trascorrere le estati a Lido Adriano. Certo, negli anni ci sono stati periodi anche un po' più bui, ma è sempre restata una bella zona, alla portata delle persone, più intima rispetto alle località del riminese. E noi genitori delle nuove generazioni abbiamo sperimentato qui, allora, questo 'free range', un modo di vivere più libero e spericolato. Questo perché rispetto alle grandi città Lido Adriano era un luogo sicuro dove sperimentare maggiori spazi di libertà".

L'idea di scrivere un libro su Lido Adriano parte proprio dalla voglia di condividere queste avventure un po' spericolate. "Raccontavo a mio figlio le storie delle nostre avventure - svela Monica - Facevamo toga party, barcastop (un originale autostop acquatico rivolto alle imbarcazioni di passaggio, ndr), prendevamo il windsurf per andare al largo. Le regole, certo, ci sono sempre state, ma c'era più flessibilità nel passato. Bisogna dire che abbiamo anche corso dei rischi, ma a me e ai miei amici per fortuna non è mai capitato nulla. E in questo modo abbiamo imparato 'l'arte di vivere'".

Un libro che si compone attraverso le testimonianze della gente. Questo era proprio l'intento dell'autrice: raccontare Lido Adriano seguendo ricordi e sensazioni di chi l'ha vissuta. "Il mio libro è per le persone che vengono qui e per chi ha vissuto, fondato questa località. Allo stesso tempo per le nuove generazioni è un racconto di ciò che è stata Lido Adriano nel passato - spiega Monica - Sono partita dai miei ricordi e poi, parlando con amici e gente del posto, continuavo a trovare aneddoti. Ho sentito e raccolto le testimonianze di centinaia di persone nel corso di quattro anni. Dopo aver letto il libro, in tanti mi hanno detto di essersi commossi".

Nel libro, in particolare, si scoprono storie e personaggi straordinari del passato. Uno di questi è il bagnino-cantante Renato Ricci. "La sua è quasi una storia a sè stante - conferma l'autrice - Il mito dei bagnini sciupafemmine è famoso in tutta Italia e ho ritenuto fosse necessario parlarne. La figura del bagnino naturalmente è molto cambiata nel tempo, oggi si tratta di figure molto più professionali". Ma non mancano altri personaggi fondamentali per raccontare la storia del Lido. "Un altro protagonista che mi è rimasto nella mente e nel cuore è don Marco Cavalli, scomparso lo scorso anno. Come il conte Chiericati, anche lui fu un imprenditore. All'inizio a Lido Adriano non c'era la parrocchia. Lui mattone su mattone è riuscito a fare chiesa e campanile, e poi a far arrivare scuola e asilo. Grazie a lui Lido Adriano è diventato un paese. Lido Adriano, in un certo senso, è una metafora dell'imprenditoria italiana". E sono davvero tanti i personaggi raccontati nel libro. Fra questi va sicuramente citato il fotografo Max Baldini (scomparso nel marzo 2021) che con i suoi scatti ha più volte immortalato Lido Adriano, 'inventandosi' anche la capannina sul moscone per fare foto caratteristiche ai bagnanti in spiaggia.

Attraverso il suo libro, Monica Costa finisce anche per descrivere i cambiamenti che hanno contraddistinto Lido Adriano nel corso degli anni. "Forse si sono persi i divertimenti per i ragazzi - ammette l'autrice - Un tempo c'era la pista di pattinaggio, luogo d'incontro importante per tutti i giovani, perché allora non c'era il cellulare e non si poteva decidere il ritrovo all'ultimo secondo. Poi c'erano il minigolf, i piccoli locali e tanti altri divertimenti semplici ma efficaci per costruire le compagnie di amici. Parlo di gruppi di 30 o 40 persone che si ritrovavano assieme. Oggi con Whatsapp questo momento comunitario si è perso".

D'altra parte ci sono stati anche cambiamenti positivi nella località. "Ora a Lido Adriano c'è tutto, ci sono i supermercati, gli ambulatori, farmacie organizzatissime. Si può stare qui senza auto anche per lunghi periodi, perché è un posto completo. Ci sono la piazza sempre viva, mercatini, street food. Oggi Lido è molto attiva come località", racconta l'autrice che, per continuare a sostenere la località, ha deciso di destinare parte del ricavato dalla vendita del libro alla Pro Loco di Lido Adriano.

La capannina di Lido Adriano - Foto Max 2-2

L'autrice Monica Costa-2

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