Lughesi ad Asiago sulle orme degli eroi Giovanni Bertacchi e Antonio Calderoni

Si sono così concluse le manifestazioni che i due sodalizi, di concerto con l'amministrazione comunale, dopo Aurelio Baruzzi, avevano programmato in ricordo di Giovanni Bertacchi e Antonio Calderoni

Una nutrita pattuglia di trenta lughesi hanno voluto rendere omaggio a due concittadini, mai finora così tanto onorati: Giovanni Bertacchi ed Antonio Calderoni. Certo di loro si sapeva l’olocausto nella Grande Guera che aveva portato al massimo riconoscimento dello Stato italiano, la Medaglia d’Oro al Valor Militare, ma in un centinaio d’anni, mai nessuno si era preso a cuore la loro memoria come hanno fatto l’Unione Nazionale Ufficiali in Congedo di Lugo e col presidente Renzo Preda, e la Squadriglia del Grifo col presidente Mauro Antonellini, che tra manifestazioni  celebrative e commemorative, mostre e infine con la presente gita pellegrinaggio all’Altopiano di Asiago, hanno ricucito lo strappo centenario fra la comunità lughese e questi suoi eroici figli.

La prima tappa al Sacrario Militare di Asiago, dove ad attendere  gli escursionisti storici erano Andrea Albonetti ed un suo collaboratore nelle vesti di ciceroni dei luoghi attraversati. Una corona d’allora con il nastro “La Città di Lugo” è stata collocata, con un’austera cerimonia e relativi onori ai Caduti, nell’altare del sacrario che è prospiciente alle lapidi dei due eroici lughesi, quindi alle Case di Sambugari, luogo dove cadde Bertacchi, il gruppo ha sostato dinnanzi alla lapide apposta dai famigliari di Bertacchi nei lontani anni venti. Il momento più suggestivo è stato però nella piccola chiesetta della Campanella dove i resti del lughese vennero momentaneamente traslati prima dello sfondamento nemico che disperse per sempre le sue spoglie.

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La signora che sovrintende alla cura della chiesetta è rimasta sensibilmente toccata dal vaso di colorati fiori uniti da un tricolore donato dalle due associazioni e collocato sull’altare. Forse non aveva mai visto tanti concittadini legati ad un loro figlio morto oltre un secolo fa. Dopo un pranzo montanaro in un rifugio si è passati a ricordare anche Antonio Calderoni sul Monte Lamerle dove pure i suoi resti andarono dispersi, sempre in sopraggiunto contrattacco austroungarico. Solenne la sosta nei cimiteri italiano, austriaco e britannico a Magnaboschi prima di raggiungere l’alta cima di Monte Zovetto dove si erge il monumento alla Brigata Liguria, reparto di Bertacchi e tra i più eroici della Grande Guerra. Si sono così concluse le manifestazioni che i due sodalizi, di concerto con l’amministrazione comunale, dopo Aurelio Baruzzi, avevano programmato in ricordo di Giovanni Bertacchi e Antonio Calderoni. Il prossimo anno un ancor più arduo compito attenderà i due sodalizi e presidenti, le celebrazioni per Francesco Baracca, il grande aviatore Asso degli assi nazionale.

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