Lugo celebra i 100 anni dell'eroica azione di Aurelio Baruzzi

Nel 1916 entrò per primo a Gorizia, issando il Tricolore sulla stazione ferroviaria. Quel gesto gli valse la Medaglia d'Oro.

Baruzzi riceve la Medaglia d'Oro dal Duca d'Aosta

L’Unuci di Lugo celebra la figura di Aurelio Baruzzi, eroe della Grande Guerra. L’8 agosto 2016 ricorrono i cent’anni dall’eroica azione militare compiuta dal lughese, che all’età di 19 anni entrò per primo a Gorizia issando il Tricolore sulla stazione ferroviaria. Quel gesto gli valse la concessione della massima decorazione militare.

Aurelio Baruzzi nacque a Lugo il 9 gennaio 1897, figlio di Giovanni e Pia Cortesi. Il padre era “cordarino” cioè artigiano produttore di cordame, attività a quel tempo molto sviluppata a Lugo. Aurelio crebbe in un ambiente familiare di sentimenti mazziniani e repubblicani, ricco di interessi, amante del canto e della musica. Alle prime notizie dell’entrata in guerra dell’Italia volle arruolarsi volontario ed essendo ancora minorenne dovette faticare non poco per persuadere il padre e ottenerne il consenso.

Nel novembre del 1915 si trovò di fronte a Gorizia sul Sabotino e sul Podgora dove era posizionata anche la Brigata Casale. Le due brigate erano formate in gran parte di fanti romagnoli di cui molti erano repubblicani che combattevano per l’ideale risorgimentale. Quando andavano all’attacco sostituivano il grido “Avanti Savoia” con il grido “Avanti Romagna”.

Mentre era in corso la VI battaglia dell’Isonzo per la conquista di Gorizia, all’alba dell’8 agosto 1916, Baruzzi prese l’iniziativa e con soli quattro uomini fece irruzione nel sottopassaggio ferroviario di Lucinico trasformato in fortilizio, e con un audace colpo di mano costrinse alla resa ben duecento soldati e alcuni ufficiali austriaci che lo difendevano. Passato a guado l’Isonzo con pochi uomini fu il primo a entrare in Gorizia e raggiunta la stazione ferroviaria vi issò una bandiera tricolore su cui aveva scritto “Romagna”. Per questa azione il re concesse a Baruzzi la Medaglia d’Oro al Valor Militare che gli fu consegnata sul campo da Emanuele Filiberto di Savoia, Duca d’Aosta.

Nell’ottobre del ’17 combatté sugli Altipiani con la compagnia arditi del suo reggimento. Durante la battaglia del Solstizio il 19 giugno 1918 a Fagarè sul Piave, circondato da forze avversarie, cadde prigioniero. Tentò ben tre volte la fuga dalla prigionia. Rientrò in patria il 10 novembre 1918, sei giorni dopo la vittoria.

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Morì a Roma il 9 marzo 1985. Il feretro venne poi trasferito a Lugo dove ebbero luogo i solenni funerali.

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