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Lugo e Mori, due città legate dalla distruzione portata dalla guerra

Cento anni fa l’Amministrazione comunale lughese si mobilitò a favore degli abitanti della località trentina che, dopo la fine della guerra, si trovava in grave situazione di disagio e di miseria

Lunedì il sindaco di Lugo Davide Ranalli ha partecipato a Mori (Tn) all’iniziativa organizzata dalla locale Amministrazione comunale per ricordare la fine della Prima guerra mondiale.

“A distanza di un secolo le comunità di Lugo e Mori sono ancora legate da un profondo rapporto fatto di umanità, solidarietà e gratitudine – dichiara il sindaco Ranalli - L’aiuto tra popoli in difficoltà è un valore che fa parte della storia di Lugo, fin da quando, ormai cento anni fa, l’Amministrazione comunale decise di sostenere le popolazioni di Mori attraverso la realizzazione di una cucina da campo. Un aiuto concreto voluto anche dai cittadini lughesi che ha aiutato una comunità in difficoltà a rialzarsi dopo la distruzione della Prima guerra mondiale”.

Lugo e Mori sono legate da anni da uno stretto rapporto dovuto proprio alla distruzione portata dal primo conflitto mondiale. Il forte legame tra Lugo e Mori è raccontato anche dalla mostra “Lugo 1919. Una cucina economica per la borgata Mori”, allestita nella biblioteca “Fabrizio Trisi” fino al 30 novembre. Cento anni fa l’Amministrazione comunale lughese si mobilitò a favore degli abitanti della località trentina che, dopo la fine della guerra, si trovava in grave situazione di disagio e di miseria. I moriani, costretti a lasciare le loro case e i propri beni già dal giorno successivo al 23 maggio 1915, data in cui l’Italia dichiarò guerra all'Austria-Ungheria, furono subito allontanati dal fronte.

A guerra finita, trovarono al loro rientro la maggior parte delle case distrutte, saccheggiate o fortemente danneggiate da renderle inabitabili, i campi dissestati e improduttivi, le vie di comunicazione impraticabili. La città di Lugo accolse l'invito del Comitato delle Dame Emiliane-Romagnole, portando conforto agli abitanti più bisognosi di Mori con la distribuzione di cinquecento pasti caldi al giorno. La “Cucina Economica Città di Lugo” funzionò dal 22 aprile 1919 fino a settembre dello stesso anno, grazie al contributo in denaro di tanti lughesi. Gli aiuti non si limitarono solo a questo: il locale Comitato di soccorso per Mori redenta organizzò la raccolta e la distribuzione diretta di “biancheria disusata domestica o personale, specialmente asciugamani.

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