Venerdì, 25 Giugno 2021
Cronaca

Lugo, porte aperte e nuovo sito per Casa Rossini

La casa-museo è allestita nell’abitazione che fu della famiglia di Gioachino Rossini per rendere omaggio al grande compositore che proprio a Lugo cominciò a maturare la sua passione per la musica

Riapre a febbraio, dopo oltre due mesi di chiusura, Casa Rossini a Lugo, la nuova casa-museo, inaugurata lo scorso ottobre, dedicata al compositore Gioachino Rossini. In occasione della riapertura verrà messo online anche il sito web di Casa Rossini, consultabile a partire da mercoledì 3 febbraio all’indirizzo www.casarossinilugo.it, che permetterà di essere sempre aggiornati sulle curiosità e la storia della casa-museo. Sul sito è infatti possibile scoprire il museo e le sue stanze, consultare la rassegna stampa, leggere il catalogo e l’interessante articolo che il musicologo Paolo Fabbri ha scritto appositamente per il sito. Questo nuovo strumento di comunicazione si affianca agli altri due canali social già esistenti: le pagine Facebook e Instagram.

Casa Rossini è nuovamente visitabile da giovedì 4 febbraio, il giovedì e il venerdì dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18. Non è necessario prenotare. Casa Rossini è allestita nell’abitazione che fu della famiglia di Gioachino Rossini, in via Giacomo Rocca 14, per rendere omaggio al grande compositore che proprio a Lugo cominciò a maturare la sua passione per la musica. Il nuovo allestimento di Casa Rossini è curato da Claudio Ballestracci, curatore anche dell’allestimento del Museo “Francesco Baracca”.

Il Museo Rossini è composto da quattro sale, un breve corridoio e una fascinosa, sebbene minuscola scala ‘biografica’, che porta al piano superiore della Casa. Il filo conduttore che accomuna gli spazi museali è la musica. Lungo un breve tratto di corridoio, il racconto biografico accompagna alla Stanza del prodigio, inaugurata già nel dicembre 2018. Qui si offre il primo gioiello della casa: l’ascolto delle Sei sonate a quattro, composte durante gli studi a Lugo. Il percorso continua al primo piano, con la Stanza della mappa: una distesa di cupole in cristallo, disposte lungo un sinuoso tavolo, disegna la grande mappa delle “geografie” di vita e lavoro del Maestro. Non appena si solleva una delle cupole, risuonano le note di una sua composizione. Di fronte, si entra nella Stanza della risonanza: una folata di parole sussurra ciò che scrittori, filosofi, musicisti e scienziati di tutto il mondo hanno detto di Rossini. Ridiscesi al piano terra, si entra nell’ultimo spazio, la Stanza della dispensa. La ben nota passione di Rossini per la cucina affiora nei titoli dei suoi piccoli “peccati di vecchiaia”, composizioni spesso ironicamente intitolate a nocciole, rapanelli, sottaceti, fichi secchi e altro. Aprendo i cassetti della dispensa, ne scaturisce, in tutt’uno con la musica di Rossini, l’interpretazione visiva che ne dà Massimo Pulini, primo artista coinvolto nell’ambizioso progetto di tradurre in immagini le prelibatezze del Maestro.

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