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'Mal'aria' a Ravenna: "Già sforato il livello massimo di inquinamento per 32 giorni"

Le misure antismog hanno come obiettivo contenere entro il numero massimo di 35 i giorni dell’anno in cui le concentrazioni nell’aria delle polveri sottili supera i 50 microgrammi per metro cubo

Sono nuovamente entrate in vigore a Ravenna con ordinanza del sindaco, dal 1 ottobre al 31 marzo, le misure previste dall’"Accordo di bacino padano” contro lo smog atmosferico, che vanno dal blocco della circolazione per i veicoli più inquinanti alla lotta al riscaldamento a biomasse. Obiettivo principale di queste misure ricorrenti è contenere entro il numero massimo di 35, imposto dalla legge, i giorni dell’anno in cui le concentrazioni nell’aria delle polveri sottili supera i 50 microgrammi per metro cubo. 

"Il dossier “Mal’ aria di città 2019” pubblicato lo stesso 1 ottobre da Legambiente ha però rilevato che il 24 settembre 2019 Ravenna aveva già superato questa soglia per 32 giorni - puntualizza il capogruppo di Lista per Ravenna Alvaro Ancisi - Elemento molto preoccupante perché l’anno scorso, tra ottobre e dicembre, ci sono stati 13 giorni di sforamento, per cui quest’anno il limite di legge sarà violato nettamente.Tale limite è già stato superato in altre 17 città, ma vale anche per Ravenna il commento rilasciato dal direttore scientifico di Legambiente, che Lista per Ravenna, in coerenza con le numerose valutazioni espresse in precedenza sul tema, sottoscrive: “Basta parlare di ‘emergenza smog’, perché i nostri dati dimostrano che è un problema cronico e si ripresenta. Non siamo neanche in inverno, il periodo più critico dell’anno, e già parliamo di allarme. Il problema è che le misure adottate sono emergenziali, spesso per un periodo limitato dell’anno, e non strutturali. Serve una politica diversa che non pensi solo ai blocchi del traffico ma, soprattutto, a costruire un’alternativa al trasporto privato. Manca un vero coordinamento a livello infraregionale, una valutazione dell’efficacia delle misure e il controllo sui Comuni per vedere cosa realmente adottano. Se non si fa questo continueremo a condannare gli italiani a respirare aria inquinata”. Ancisi interroga dunque il sindaco per "conoscere come la Giunta comunale valuti e ritenga debba essere affrontato il problema “Mal’aria”, che si propone fin d’ora allarmante nella nostra città in vista della prossima stagione invernale".

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