Processo Cagnoni, il dermatologo ha un malore durante il video del ritrovamento del cadavere

L'imputato, ancor prima che la Polizia rinvenisse il cadavere della moglie, aveva telefonato nel cuore della notte all'avvocato Trombini, suo attuale legale di fiducia

Matteo Cagnoni si asciuga le lacrime

Lieve malore per Matteo Cagnoni nel corso della sesta udienza del processo per l'omicidio della moglie Giulia Ballestri. Il dermatologo ravennate ha accusato un malessere mentre venivano proiettate le immagini particolarmente cruenti del luogo del crimine, la villa liberty della famiglia Cagnoni di via Padre Genocchi, illustrate da Stefano Bandini, il sostituto commissario della squadra mobile che entrò nella villa dove scoprì il cadavere di Giulia. L'udienza è stata temporaneamente sospesa. Cagnoni è accusato di aver assassinato il 16 settembre 2016 la moglie Giulia Ballestri dalla quale si stava separando.

L'udienza

In un'aula quasi piena viene proiettato il video del ritrovamento del corpo di Giulia. Prima di far partire il video, il pubblico ministero Cristina D'Aniello chiede di fare uscire il pubblico per rispetto di Giulia e della sua famiglia: in aula, infatti, sono presenti il fratello Guido e Stefano Bezzi, l'uomo con cui Giulia aveva programmato di ricostruirsi una vita. L'avvocato Giovanni Scudellari, che tutela le parti civili, chiede invece che il pubblico rimanga per correttezza d'informazione, mentre l'avvocato Giovanni Trombini, difensore dell'imputato, "lascia che sia la giustizia a decidere". Il presidente, visto che si tratta di un'udienza pubblica, concede al pubblico di restare in aula, pur invitando le persone più sensibili ad uscire. Nessuno esce: tutti vogliono sapere.

Il video del ritrovamento del cadavere

Parte il video: si vede l'esterno della villa di via Padre Genocchi, poi gli ispettori entrano dentro. Le chiazze di sangue sono visibili fin dall'ingresso: grosse tracce sul pavimento, gocciolamenti sui portoni, per terra anche un dente. Il video prosegue verso lo scantinato: il sangue diventa sempre più consistente, si vede anche la tanica d'acqua con cui qualcuno avrebbe provato a eliminare le tracce. Ci sono anche delle impronte di scarpe di tipo Hogan e carrarmato, calcinacci di muro ovunque (gli stessi che poi verranno trovati anche tra i capelli di Giulia). Una lunga scia di sangue, di un colore rosso intenso, conduce verso la stanza murata dove è stato ritrovato il cadavere, che viene mostrato nella sua nudità (Giulia ha indosso solo un reggiseno slacciato). All'improvviso un tonfo spezza il silenzio in aula: Matteo Cagnoni cade per terra. Subito viene soccorso dagli agenti di custodia addetti alla sua sorveglianza, che a ogni udienza restano in piedi dietro di lui. Da dietro provengono alcuni commenti, in particolare dal fratello di Giulia, Guido Ballestri. Il presidente, forse temendo che la situazione possa infervorirsi, chiede un quarto d'ora di pausa. Stefano esce dall'aula con gli occhi gonfi di lacrime.

Le impronte insanguinate di Cagnoni

Dopo la pausa le immagini riprendono a scorrere e lasciano tutti senza fiato. Cagnoni è a testa bassa, non guarda più verso lo schermo su cui è proiettato il ritrovamento del cadavere della moglie. Il video mostra l'ispezione cadaverica eseguita sul luogo del delitto, il tronco di legno usato per uccidere Giulia e ritrovato sul ballatoio della villa, le impronte appartenenti a Cagnoni impresse nel sangue su una parete e sul frigorifero. Poi il video si interrompe e vengono portati e mostrati in aula due cuscini: sono quelli, come hanno mostrato in precedenza le immagini delle telecamere della villa di Firenze dei genitori del dermatologo, portati dall'imputato a Firenze e sui quali sono state ritrovate tracce di sangue appartenente alla moglie uccisa. I due cuscini, mostrano le foto proiettate, combaciano alla perfezione con le due poltrone presenti sul ballatoio della villa di via Genocchi.

Cagnoni telefonò all'avvocato prima di sapere dell'omicidio

Poi si passa all'analisi delle telefonate, e qui iniziano ad emergere particolari importanti: se durante l'ultima udienza era stato spiegato come Cagnoni, qualche minuto prima di essere informato dell'uccisione di Giulia, aveva telefonato alla sua segretaria per dirle di disdire gli appuntamenti della settimana successiva, oggi emerge che il dermatologo, ancor prima che la Polizia rinvenisse il cadavere della moglie, aveva telefonato nel cuore della notte all'avvocato Giovanni Trombini, suo attuale legale di fiducia. Il turno passa poi all'avvocato Scudellari, che cerca di ricostruire minuziosamente la mattina del delitto. Cagnoni entra nella villa insieme alla moglie intorno alle 9, dopo aver fatto colazione in un bar, e da lì esce verso le 11: da solo. Mezz'ora dopo chiama i genitori a Firenze e verso le 12.30 si reca nel suo studio, ma indossa vestiti diversi rispetto a quando fa colazione nel bar, come mostrano le immagini delle videocamere. "Un cambio d'abito così drastico potrebbe essere giustificato da cose che possono capitare a tutti - ironizza Scudellari - come cadere in un tombino o ricevere una torta in faccia".

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La prima udienza - Cagnoni in aula. La difesa: "Il processo va spostato da Ravenna"

La seconda udienza - Ammesse tutte le prove. Accusa e difesa chiedono oltre 200 testimoni

La terza udienza - Parla la migliore amica: "Matteo sempre più ossessivo, avevo paura per lei"

La quarta udienza - L'amante di Giulia: "Le diceva che presto l'avrebbe lasciata libera"

La quinta udienza - L'amico di Giulia: "Il marito le diceva 'Ti distruggo'"

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