Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca

Maltempo, Bonaccini chiede il riconoscimento di stato d'emergenza nazionale

Chiesti mezzi e poteri straordinari per ripristinare i danni, stimati in tutta la regione in 3,4 miliardi, causati dal maltempo

La Regione ha chiesto formalmente il riconoscimento dello stato di emergenza nazionale per le eccezionali avversità atmosferiche che hanno colpito le province di Ravenna, Ferrara, Modena, Reggio Emilia, Parma e Piacenza dal 25 al 29 giugno e l’11 luglio scorsi. Dopo i sopralluoghi svolti dai tecnici del Dipartimento nazionale di Protezione civile nei giorni scorsi, il presidente della Regione Stefano Bonaccini ha inviato la richiesta al presidente del Consiglio dei ministri, Paolo Gentiloni, e al capo Dipartimento della Protezione civile nazionale, Fabrizio Curcio. La richiesta riguarda l’assegnazione di mezzi e poteri straordinari per effettuare con urgenza gli interventi necessari e ripristinare le normali condizioni di vita nelle province interessate.

Per fare fronte agli episodi meteorologici estremi, le Forze dell’ordine, le strutture operative, il volontariato di protezione civile hanno operato in sinergia con i Comuni, le strutture tecniche regionali e le Prefetture. A giugno ci sono stati complessivamente 1.300 interventi delle squadre dei vigili del fuoco, di cui 850 nelle sole giornate del 28 e 29 giugno; circa 470 gli interventi per l’evento dell’11 luglio. 40 le squadre di volontari di protezione civile coinvolte (120 persone). Secondo una prima stima, derivante dalle segnalazioni e dai sopralluoghi effettuati finora, i danni sul patrimonio pubblico per il maltempo del 25-29 giugno ammontano a 3,4 milioni di euro (per il ripristino della viabilità interrotta, la rimozione di rami e alberi, interventi per coperture divelte, illuminazione e semafori ecc.). E’ ancora in corso la quantificazione dei danni che si sono verificati l’11 luglio. Tra il 25 e 29 giugno 2017 una serie di perturbazioni ha attraversato l’Emilia-Romagna producendo temporali e fenomeni associati (violente raffiche di vento e grandinate) molto intensi: nel ravennate, il 28 giugno, il vento ha toccato i 90 chilometri orari e la burrasca ha investito l’area costiera dei lidi, coinvolgendo anche il ferrarese. A Comacchio un cittadino è morto dopo essere stato travolto da un ramo staccato dal vento.

A Ravenna i forti venti associati ai temporali hanno fatto cadere centinaia di alberi che sono stati completamente abbattuti o spezzati. Le località più colpite sono state Ravenna città, Lido Adriano, Punta Marina e Marina di Ravenna. Si sono registrate pesanti ripercussioni sulla viabilità del capoluogo, con tutti i principali assi stradali statali, oltre alle strade cittadine, interrotti fino al mattino seguente; interrotte temporaneamente anche molte utenze e servizi per i danni alle linee elettriche, telefoniche e ferroviarie; ingenti danni ad edifici pubblici, privati e ad attività produttive, soprattutto campeggi e stabilimenti balneari sulla costa. Nel solo territorio di Ravenna ventidue persone hanno riportato traumi non gravi.

L'11 luglio si è verificato il passaggio di ulteriori temporali, che si sono formati ad ovest di Piacenza e nell'arco di poche ore hanno attraversato tutta la regione fino alla costa. Il sistema temporalesco ha prodotto grandinate e forti raffiche di vento, causa principale dei tanti alberi divelti e dei danni ad abitazioni e infrastrutture. Danni puntuali da vento forte, grandinate e cadute di alberi sono stati registrati nelle province di Ferrara, Modena, Ravenna e Piacenza.

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