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Martedì, 25 Giugno 2024
Cronaca

Maltempo e strade 'colabrodo', il sindaco convoca Anas: "Situazione non più tollerabile"

"Una immediata messa in sicurezza, attraverso il riempimento delle buche con asfaltature a freddo; poi interventi di manutenzione, quando le condizioni meteorologiche consentiranno di intervenire con la massima efficacia"

“Una immediata messa in sicurezza, attraverso il riempimento delle buche con asfaltature a freddo; poi interventi di manutenzione, il prima possibile, quando le condizioni meteorologiche consentiranno di intervenire con la massima efficacia”. Questa la tabella di marcia, spiegata dall’assessore a Lavori pubblici e Mobilità Roberto Fagnani, con la quale il Comune sta affrontando le criticità presenti sulla propria rete viaria a seguito delle recenti situazioni di maltempo.

Dopo il maltempo, le buche

“Attualmente – continua Fagnani - il bilancio 2018 contiene nel fondo manutenzione strade risorse per due milioni di euro e la maggior parte saranno impiegate per il ripristino delle strade danneggiate dal maltempo. Nel frattempo, durante la giunta di martedì, abbiamo disposto il prelevamento dal fondo di riserva dei 400mila euro che sono stati necessari durante gli eventi meteorologici della scorsa settimana per ripristinare le normali condizioni di viabilità. In totale i mezzi impiegati sono stati 105 e gli addetti hanno lavorato tra le 5.600 e le 5.700 ore”.

“È evidente – dichiara il sindaco Michele de Pascale - che l’ondata di maltempo, con prima le piogge intense poi il gelo e la neve e poi a seguire di nuovo le piogge intense ha colpito duramente tutta la rete stradale del nostro territorio, andando ovviamente ad inserirsi in un quadro non proprio ottimale di cui eravamo consapevoli già prima. La nostra amministrazione, fin da quando si è insediata, ha aumentato in maniera costante le risorse per la manutenzione delle strade. Ovviamente in questo momento, ma anche nelle prossime occasioni di bilancio, siamo chiamati a destinare risorse aggiuntive per compensare rispetto al danno straordinario che si è verificato. In questi giorni ho parlato anche con i massimi vertici di Anas perché, se ciò che è avvenuto sulle nostre strade presenta criticità oggettive, ma anche una buona qualità di risposta in termini di gestione dell’emergenza, la situazione sulle statali – Classicana, Romea, Adriatica, Ravegnana e parte di via Trieste verso Marina – presenta un quadro non più tollerabile; tutto ciò mettendo insieme i disagi, le mancate risposte all’emergenza neve, il supporto che l’amministrazione è stata costretta a dare e anche alcuni ritardi ormai ingiustificabili in alcuni cantieri, uno su tutti la rotonda tra Adriatica e Ravegnana. In questo senso ho chiesto al prefetto di convocare un incontro urgente con Anas; da parte del Comune e della Provincia c’è il massimo della disponibilità in termini di assunzione di responsabilità ma solo a fronte di risorse chiare e di impegni cogenti”.

Dopo il pericolo gelicidio, le buche: strade ridotte a colabrodo

Le attività per far fonte al ripristino, nelle strade di competenza del Comune di Ravenna, delle normali condizioni di viabilità in seguito a precipitazioni nevose e/o formazione di ghiaccio, sono state avviate fin dalla tarda serata del  25 febbraio con la prima fase di prevenzione al fine di evitare la formazione del ghiaccio e sono terminate il 3 marzo con l’operazione di sgombero e trasporto di neve fino ai punti di accumulo al fine di rendere disponibili alcuni spazi pubblici come ad esempio Piazza Sighinolfi per consentire il normale svolgimento del mercato. I mezzi impiegati sono stati 13 spandisale (di cui 8 trattori e 5 porter), 60 lame, 10 bob cat, 8 pale gommate, 6 autocarri e 8 squadre manuali (composte da 2/3 operai l’una e 8 autocarri) che hanno provveduto a pulire dalla neve e salare manualmente i marciapiedi e altri punti in fregio a edifici di pubblica utilità (scuole, ospedale, uffici pubblici e in genere punti di maggior concentrazione di pedoni) impossibili da trattare meccanicamente. Per il disgelo sono state impiegate 274,67 tonnellate di materiale, di cui 262,17 tonnellate di sale e 12, 5 di fuxor, un fondente speciale per il ghiaccio e la neve, che offre notevoli vantaggi rispetto al sale tradizionale, ma ha un costo più elevato (5 volte maggiore) ed è pienamente efficace solo in condizioni di bassa umidità.

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