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Cronaca

"Riprendiamoci la libertà": Cgil in piazza contro la violenza sulle donne

Con l’appello, dal titolo ‘Avete tolto senso alle parole’, la Cgil lancia una mobilitazione nazionale “per chiedere un cambio di rotta a nei comportamenti, nel linguaggio, nella cultura e nell’assunzione di responsabilità di questo dramma"

"Riprendiamoci la libertà". Con questo slogan la Cgil della provincia di Ravenna invita i cittadini in piazza del Popolo a Ravenna, sabato alle 10,30, per manifestare contro la violenza sulle donne, la depenalizzazione dello stalking, e la narrativa con cui stupri e omicidi diventano un processo alle vittime. Con l’appello, dal titolo ‘Avete tolto senso alle parole’, la Cgil lancia una mobilitazione nazionale “per chiedere agli uomini, alla politica, ai media, alla magistratura, alle forze dell’ordine e al mondo della scuola un cambio di rotta nei comportamenti, nel linguaggio, nella cultura e nell’assunzione di responsabilità di questo dramma”.

“Anche nelle ultime settimane abbiamo assistito a un aumento continuo di episodi di violenza perpetrati nei confronti delle donne (femminicidi e brutali stupri) che non possono e non devono lasciare indifferenti - commenta Maura Masotti, segretaria di organizzazione della Cgil di Ravenna -; è necessario reagire e prendere pubblicamente le distanze, stigmatizzando tutti quei comportamenti che feriscono non solo le donne, prime vittime, ma che sono da considerarsi un vero e proprio retaggio di inciviltà e una vergogna sociale”.

Il segretario generale della Cgil di Ravenna, Costantino Ricci, annuncia l’intenzione della Camera del lavoro di organizzare una serie di incontri con i responsabili dei centri antiviolenza del territorio, con gli altri sindacati e con le associazioni femminili affinché venga aperto un tavolo istituzionale in Prefettura - a cui partecipino i soggetti preposti alla vigilanza e alla prevenzione e sicurezza, oltre all'Ausl e al Comune - atto a prevenire i fenomeni di violenza. “Serve un’azione forte per contrastare una violenza intollerabile nei confronti delle donne - dice il segretario - e come Cgil intendiamo mobilitarci per creare strumenti di prevenzione e sicurezza sempre più efficaci".

L’appello della Cgil nazionale è accompagnato da una serie di richieste e rivendicazioni: "Applicare la convenzione di Istanbul; cancellare la depenalizzazione dello stalking; costruire a partire dalla scuola, dal senso delle parole, la cultura del rispetto; interrogarsi sul senso dell’informazione, sul peso delle parole, esigendo la censura di chi si bea della cronaca morbosa; dare risorse e mezzi per i centri antiviolenza, case sicure, e norme certe per l’inserimento al lavoro". Inoltre si chiede che " venga diffuso e potenziato il servizio di pubblica utilità telefonico contro la violenza sessuale e di genere". Un appello anche alla magistratura e alle forze dell'ordine: "Venga prima la parola della donna in pericolo, della donna abusata" e "non si sottovaluti, che non si rinvii, che si dia certezza e rapidità nelle risposte e nella protezione".


 

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