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Cronaca Lugo

L'influencer da centinaia di abbonati che lavora come cameriera: "Nella vita bisogna sempre avere un piano B"

La 23enne, molto popolare sui social con il nome 'La Cetacea', dopo la bagarre con la titolare del ristorante in cui lavorava si mette a nudo raccontando il suo lavoro con molta autoironia

Continua a tenere banco la storia di Manuela Bassani, 23enne colombiana residente a San Bernardino di Lugo molto popolare sui social con il nome 'La cetacea', che nei giorni scorsi ha pubblicato un video in cui denunciava di essere stata licenziata dal ristorante di Fusignano in cui lavorava come cameriera a causa delle foto 'hot' pubblicate sui suoi canali social. Dopo la replica della titolare del ristorante, che ha preso le distanze da ogni accusa, abbiamo intervistato Manuela anche per capire meglio questa professione relativamente nuova dell'influencer - o 'sex worker', come tanti la definiscono.

"Non so neanche io come poter definire questo lavoro - ride Manuela - Non sono propriamente una influencer, ma anche 'sex worker' come qualcuno mi chiama non mi sembra molto adatto, dal momento che non faccio incontri e non ho rapporti con i clienti... Forse sex influencer è la cosa che si avvicina di più al mio lavoro! Tutto è iniziato quando avevo 17 anni: mandai una foto in topless a quello che ai tempi era il mio ragazzo. Mi fidavo di lui, e invece quella foto ha iniziato a girare per tutto il paese e non solo. A quel punto ho iniziato a pensare che potevo provare almeno a guadagnarci su qualcosa: io sono sempre stata esibizionista, non lo nego, ma prima esibivo il mio corpo solo privatamente come qualunque ragazza. Così nel 2019 ho aperto il mio profilo Onlyfans".

Anche il 'nome d'arte' scelto dalla ragazza - 'La Cetacea' - prende origine da un episodio spiacevole, sul quale però la 23enne ha deciso di ironizzare: "So di non avere un fisico perfetto da modella, sono 'curvy' - ma nonostante questo io mi apprezzo e così come me anche tanti altri. Da piccola mi chiamavano 'balena', mi prendevano in giro dicendomi che ero grassa... E allora ci ho giocato sopra! Però quello che sono sui social non è assolutamente quello che sono nella realtà: in realtà sono una ragazza timida e do confidenza poco facilmente".

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Quello della 'sex influencer' è un vero e proprio lavoro a tempo pieno per Manuela. "Mi gestisco tutto da sola, faccio le foto, le posto, rispondo ai commentatori... - spiega la giovane - Non è semplice come può sembrare, devo sempre essere presente. Vado in palestra per scolpire il fisico, ma devo dire la verità, non faccio troppe 'rinunce', perchè dal lato 'natura' sono fortunata! Il mio seguito è aumentato parecchio soprattutto grazie alle collaborazioni con altri influencer, come Bello Figo e Diprè. Non mi piace parlare di quanto guadagno, ma sapendo che da qualche mese su Onlyfans ho circa 400 abbonati che pagano mensilmente 32 euro è facile fare il conto... Il lavoro di cameriera al ristorante, infatti, non lo facevo per soldi, ma per fare esperienza: uno deve sempre avere un piano B nella vita, e io ho sempre cercato di impegnarmi".

Uno 'stipendio' da sogno che, tra l'altro, non è nemmeno tassato. "E' un po' un casino - spiega l'influencer - La situazione tasse per queste professioni non è ancora regolamentata, non si può aprire una partita iva ed è complicato anche solo trovare un commercialista che si intenda di queste cose. Io pago la quota che si trattiene il sito, ma non riesco neanche a fatturare. Se poi mi danno delle 'tip', delle mance, questi sono considerati regali, quindi non possono essere tassati. Sia chiaro, io le tasse le vorrei pagare: con quello che guadagno, se anche mi tolgono 1000 euro non faccio la fame".

Come in ogni professione, però, anche quella di Manuela ha lati negativi. "Quale tempo fa sono stata data per morta a causa di un hacker che aveva reso il mio profilo un profilo commemorativo, come quando una persona muore! La notizia aveva anche preso piede, ma ho cercato di bloccarla subito. A livello di richieste non ne ricevo tante di strane: più che altro roba feticista, ma in genere non faccio queste cose, sono molto classica, metto in mostra seno e sedere. Sicuramente poi fare questo tipo di lavoro in un paesino come il mio non è facile. Già il mio passato non è semplice: sono stata adottata dalla Colombia quando avevo poco più di due anni. Del periodo precedente non ricordo molto, ma so che si sono state tante violenze e qualcosa dentro mi è rimasto. Le voci in paese circolano, ma per fortuna i miei amici mi supportano. La mia famiglia invece... Diciamo che è complicato. Loro sanno quello che faccio, ma non approvano. C'è anche il fattore generazionale di cui tenere conto, ma forse è anche ora di normalizzare queste cose".

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