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Il Mar riapre con l'opera "inedita" di Nicolò Rondinelli e un nuovo percorso di visita

Il percorso di visita alle collezioni sarà a senso unico e seguirà una linea retrospettiva che parte dalla contemporaneità per risalire alle opere più antiche

Sabato 23 maggio il Mar - Museo d’Arte della città di Ravenna riapre al pubblico, dopo circa due mesi di sospensione, e per l’occasione presenta un’opera di Nicolò Rondinelli, il "Martirio di san Bartolomeo", acquistata dal Mar nel 2018 (l'opera rimarrà esposta fino al 30 agosto 2020). Il museo apre con nuove modalità organizzative, seguendo tutte le prescrizioni necessarie, per consentire ai visitatori di svolgere le visite in sicurezza e tornare ad una rinnovata normalità. Per l’adeguamento dei protocolli sanitari il percorso di visita alle collezioni è a senso unico e segue una linea retrospettiva che parte dalla contemporaneità per risalire alle opere più antiche.

RONDINELLI Nicolò, Martirio di san Bartolomeo, Ravenna, MAR-Museo d'Arte della città di Ravenna -1-2

“A sottolineatura dell’evento che la congiuntura dell’emergenza sanitaria rende speciale – affermano l’Assessora alla Cultura, Elsa Signorino e il presidente del Mar Mauro Brighi – il Museo presenta al pubblico, per la prima volta, una delle più significative acquisizioni degli ultimi anni. Si tratta di un acquisto per l’incremento dei cosiddetti “Quadri Antichi”, il nucleo originario della Galleria dell’Accademia che si forma con la soppressione delle corporazioni religiose e si unisce ai nuovi ingressi favoriti dalla liberalità del collezionismo locale.”  A presentare l’allestimento è il Direttore, Maurizio Tarantino, che ne annuncia l’anteprima: “Ho pensato a un debutto in comunità, con una posizione in esergo, così che l’acquisto assuma tutta la rilevanza, anche simbolica, dell’incremento patrimoniale, un segno tangibile del percorso di crescita in un momento come questo. I tempi per lo studio, e per una presentazione più meditata, non mancheranno. Ora è il momento della condivisione perché il dipinto cominci a entrare nei nostri occhi.”

A incoraggiarne l’acquisto sono state le particolari consonanze con i modi del ravennate Nicolò Rondinelli al quale si deve il rinnovamento della civiltà figurativa a Ravenna tra la fine del Quattrocento e gli inizi del Cinquecento, quando cioè la città vive un periodo di rinascita sotto la protezione del Leone di San Marco. Il dipinto, descritto come il Martirio di san Bartolomeo, era riferito genericamente a un pittore italiano del XVI secolo.

A un esame più accurato, l’ipotesi attributiva ha trovato conforto nella ricomposizione della Madonna in trono con i santi Nicola da Bari, Pietro, Bartolomeo, Agostino e tre angioletti musicanti, conosciuta come la Pala di San Bartolomeo, realizzata da Nicolò Rondinelli per la chiesa ravennate di San Domenico e che ora si trova a Brera. Considerata dalla storiografia una delle sue prove migliori, la pala era dotata di una predella, ora smembrata, con le scene salienti della vita del Santo. Due erano note e si riferivano al Miracolo della lampada e alla Flagellazione di san Bartolomeo, entrambe conservate a Philadelphia, presso il Museum of Fine Art, ma del Martirio di san Bartolomeo, pur documentato dagli studiosi, si era persa traccia. Con il rinvenimento del tassello mancante, la pala braidense può dirsi ricomposta. E se per Ravenna l’acquisizione costituisce un naturale ritorno a casa, la sua “restituzione”, agli studi e alla comunità scientifica, chiude un cerchio che da ora mette in relazione il Museo di Ravenna con Brera e il Museum of Fine Art di Philadelphia.

L’ingresso è gratuito (fino al 30 agosto), e si osserveranno i seguenti orari: martedì–sabato 9.00-18.00, domenica 14.00-18.00, lunedì chiuso (sarà consentito l’accesso a un numero di 20 persone ogni 20 minuti).

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