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Marco Martinelli protagonista del ciclo "100 voci" del Teatro dell'Orsa

Il regista e drammaturgo, fondatore del Teatro delle Albe, racconta la sua esperienza in questo format online dedicato alle voci del teatro

Il regista e drammaturgo ravennate Marco Martinelli sarà protagonista del ciclo "100 voci" del Teatro dell'Orsa di Reggio Emilia. Monica Morini infatti dialogherà mercoledì 17 marzo alle ore 21 in diretta streaming con il co-fondatore del Teatro delle Albe di Ravenna.

"L’Altro è la radice di tutto. Del nostro lavoro, della nostra vita, della nostra visione del mondo": Marco Martinelli, regista e drammaturgo del Teatro delle Albe di Ravenna, introduce l’attitudine plurale che muove il lavoro della Compagnia di cui è co-fondatore, un sentire in piena sintonia con quello del Teatro dell’Orsa di Reggio Emilia che in questi mesi sta realizzando il progetto ARSAN Arte Resistente Sostenibile Aperta Necessaria. È in questo contesto che mercoledì converserà con Monica Morini in diretta streaming sulle pagine Facebook della Casa delle Storie di Reggio Emilia e del Teatro dell’Orsa nonché sul canale Youtube della Compagnia, nell’ambito del ciclo di dialoghi 100 voci – Radici di futuro.

"Non c’è separazione tra arte e vita - continua Marco Martinelli, ravennate di adozione ma originario di Reggio Emilia - L’altro per me è Ermanna. L’altro sono Luigi e Marcella, i compagni con cui abbiamo fondato la Compagnia, l’altro sono tutti gli adolescenti che abbiamo incontrato nella non-scuola, l’altro sono quelli tra loro che dopo la non-scuola sono cresciuti a bottega con noi, che avevano quattordici anni quando li abbiamo conosciuti e oggi sono uomini e donne maturi, l’altro sono le migliaia di persone con cui abbiamo lavorato, e in questo numero metto con rilievo gli spettatori perché lo si crea insieme, il teatro, l’altro è il prossimo invisibile, invisibile perché non mi è prossimo, mi è lontano, eppure mi è prossimo anche se vive dall’altra parte del mondo. È una spirale infinita. Non ci è mai bastato l’io, abbiamo sempre avuto bisogno di questo specchio possente che ci aiutasse a leggerci".

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