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Cronaca

Mareggiata record, il mar Adriatico si alza di 1,47 metri: "Livello più alto degli ultimi 30 anni"

Nel tardo pomeriggio di martedì Comune e Regione fanno il punto della situazione sulla forte mareggiata che ha investito il Ravennate

Livelli record del mare e preoccupazione per le località sulla costa. La violenta mareggiata che ha investito la costa romagnola nella giornata di martedì ha provocato grandi danni nel Ravennate. Uomini e mezzi del Comune, della Polizia locale, dei Vigili del fuoco, della Protezione civile, del volontariato di Protezione civile e di tutte le forze dell’ordine e dei soggetti istituzionali coinvolti continuano ad essere al lavoro per il monitoraggio e la gestione dell’attuale situazione legata al maltempo. 

In particolare le località sulle quali si stanno al momento registrando le maggiori necessità di intervento sono Lido Adriano, Lido di Savio e la zona a nord di Casalborsetti, dove domani saranno valutati i danni sull’argine di protezione dal mare in adiacenza al poligono militare. A Lido Adriano e a Lido di Savio sono state inviate diverse motopompe e mezzi con sacchi di sabbia, da impiegare all’occorrenza. La Polizia locale ha attivato ulteriori turni di reperibilità per la fascia notturna. Il sindaco Michele de Pascale è andato personalmente nelle zone dove si stanno registrando le maggiori criticità, per monitorare la situazione e ringraziare quanti stanno operando per la comunità.

I danni della mareggiata del 22 novembre nel Ravennate (foto Massimo Argnani)

“Stiamo provvedendo, dove possibile, con interventi di massima urgenza- commentano il presidente della Regione Stefano Bonaccini e la vicepresidente con delega alla Protezione civile, Irene Priolo-. I nostri servizi tecnici sono scesi subito in campo, affiancati dai volontari. Purtroppo, siamo di fronte a un’alta marea, come quella che ha colpito la costa ferrarese, mai raggiunto da quando esiste il sistema di misurazione, associata ad onde particolarmente elevante. Come abbiamo sempre fatto in questi casi, la Regione è e sarà al fianco delle persone e delle comunità colpite”.

Il maltempo di martedì

L’intensificazione della perturbazione in corso sull’Adriatico ha prodotto forti venti di burrasca e un innalzamento straordinario del livello del mare. Il mareografo Arpae di Porto Garibaldi ha infatti registrato alle 9.30 di martedì un valore di 1,47 metri, il più alto mai raggiunto negli ultimi 30 anni.

Anche il mareografo Ispra di Porto Corsini ha registrato un valore di poco inferiore (1,38 m. alle ore 8.30). Questa situazione ha prodotto rilevanti ingressioni marine sulla costa, causando danni in molte località, a partire dagli argini invernali realizzati sulle spiagge e posti a difesa delle infrastrutture. Ci sono stati allagamenti di stabilimenti balneari, danni alle strutture ricettive ed erosione con asportazione di materiale sabbioso.

Per la giornata di mercoledì si prevede la persistenza di condizioni di alta marea, in grado di generare nuovi fenomeni di ingressione marina ed erosione costiera. La perturbazione ha inoltre fatto registrare precipitazioni diffuse sul territorio regionale, dove non si riscontrano al momento criticità, con quantitativi che alle 15 di martedì pomeriggio erano stimati attorno ai 50 mm, e valori puntuali attorno a 70 mm; si segnalano inoltre delle nevicate sulle province emiliane a partire da circa 800 metri di quota, con quantitativi di 10-20 cm sulle cime appenniniche.

La mareggiata nel Ravennate

Le località principalmente colpite sono state Casalborsetti, Lido Adriano, Punta Marina e Marina di Ravenna, dove alcuni bagni sono stati allagati e danneggiati e si sono verificati allagamenti alla viabilità e ad alcune abitazioni, in particolare a Lido Adriano.

Al Lido di Savio, dove la litoranea è presidiata con varchi presenti lungo i muretti che fiancheggiano la strada, è stata segnalata l’ingressione marina in alcune strade. Nel Comune di Cervia è stato segnalato un problema nelle due strade a sinistra del Porto Canale.

Nel Comune di Ravenna è attivo il Coc (Centro operativo comunale). In campo i Vigili del fuoco, oltre ai 25 volontari di Protezione civile e le ditte incaricate dal Comune che sono intervenute, in base alle necessità, sulla viabilità e hanno collocato sacchi di sabbia. In questo momento è in corso una verifica generale sul posizionamento dei sacchi per prevenire le conseguenze di eventuali onde che dovessero alzarsi nelle prossime ore.

Legambiente: “Non chiamatelo maltempo, è crisi climatica”

"A pochi giorni dall’uscita dei dati dell’Osservatorio CittàClima, che confermava il 2022 come l’anno con più eventi estremi dal 2010, la realtà da prova dei fatti con le forti precipitazioni che hanno colpito la nostra regione, in allerta arancione per tutta la giornata, con allerta rossa su Ferrara. Un più uno ai 18 eventi già accertati nel 2022 fino ad ottobre che conferma l’intensificarsi in frequenza della crisi climatica sul nostro territorio". Questo il commento di Legambiente Emilia-Romagna dopo la violenta mareggiata di martedì.

"La crisi climatica non è un pranzo di gala, come dimostrano i fatti di ieri (martedì, ndr) - prosegue l'associazione ambientalistaa - i dati record del livello del mare nella giornata di ieri a Porto Garibaldi, il più alto registrato da 30 anni, e le forti ingressioni marine che hanno colpito i litorali Ravennate e Ferrarese danno l’idea di una nuova “normalità” con cui dobbiamo fare i conti, non con soluzioni emergenziali, ma con azioni strutturali di sistema. Le intense mareggiate che hanno interessato tutta la costa, con strade chiuse, danni alle abitazioni e agli stabilimenti balneari, devono mettere in guardia sul rischio idrogeologico a cui la nostra costa è sempre più soggetta. Come mostrato dal nostro Osservatorio CittàClima, infatti, la Costa romagnola e Nord Marche è una delle zone più colpite dalla crisi climatica, con 50 eventi estremi dal 2010, di cui 18 danni da trombe d’aria, 15 allagamenti ed alluvioni da piogge intense, 7 danni da mareggiate e 9 vittime".

"Come dimostrano i forti danni economici alle strutture balneari e i danni alle abitazioni e alla viabilità retrocosta subiti in questi giorni, questa nuova condizione che siamo costretti ad affrontare esige un cambio di paradigma del sistema costiero che aumenti la resilienza di tutto il territorio del bacino padano, di cui la costa adriatica è lo scudo. Non sono mancati disagi infatti anche nelle città, come Ravenna, dove l’ingressione marina ha costretto alla chiusura al traffico di Via Trieste.  Per salvare l’esistente, dunque, bisogna contrastare in primis il fenomeno della subsidenza, e dell’erosione costiera, a cui la nostra costa è altamente soggetta. Fuori da ogni logica in questo senso è la decisione recente del Governo Meloni di rilasciare nuove concessioni per l’estrazione di metano in Adriatico - conclude Legambiente Emilia-Romagna - Una tale decisione è la ricetta perfetta per un disastro, indebolendo la linea di difesa costiera da un lato, e contribuendo alla crisi climatica dall’altro, legando ancora una volta il nostro paese alla dipendenza da gas climalteranti".

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