Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca Cotignola

Il Maria Cecilia Hospital di Cotignola mette a segno due interventi "straordinari"

Giovanissimi i pazienti operati, di 15 e 22 anni, a cui sono stati asportati due tumori grazie alla microchirurgia

Nuovo successo per il team di neurochirurgia del Maria Cecilia Hospital di Cotignola: dopo i dati pubblicati nell’ultimo rapporto Agenas – Programma Nazionale Esiti che collocano l’ospedale di GVM Care & Research tra i migliori in Italia, negli scorsi giorni sono stati realizzati due interventi che hanno permesso a due ragazzi giovanissimi di riprendere una vita "normale".

Il primo ragazzo è un 15enne di Bologna affetto da cisti epidermoide, che è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico per l’asportazione di un tumore cerebrale di 4 x 4 centimetri.  “Da oltre un anno il ragazzo lamentava forti mal di testa e parziale perdita del campo visivo – spiega il Dottor Ignazio Borghesi, responsabile del centro di neurochirurgia del Maria Cecilia Hospital - La visita oculistica aveva però escluso problemi a carico dell’occhio destro". Tuttavia i disturbi del ragazzo non sono mai scomparsi e a essi si stava aggiungendo un’evidente difficoltà nella lettura. La Tac ha evidenziato la massa tumorale, mentre lo studio funzionale della lesione, mediante risonanza magnetica, ha chiarito i dettagli morfologici e le ripercussioni a livello cerebrale.

"Non potevamo attendere oltre - continua Borghesi - l’operazione, piuttosto complessa, ha richiesto quasi 7 ore. Un’operazione in anestesia generale non priva di possibili complicanze, valutata la profondità anatomica della lesione, che seppur di natura benigna comprimeva i fasci nervosi originanti dall’occhio e diretti alla corteccia occipitale, coinvolgendo in modo piuttosto esteso anche le aree della parola presenti nel lobo temporale e frontale del cervello. Grazie al neuronavigatore - la cui funzione ricorda il GPS delle automobili - siamo riusciti a tracciare una porta d’ingresso che fosse la meno traumatica possibile per il paziente. Così da raggiungere il tumore, asportarlo in toto, evitare future recidive. La tecnica microchirurgica e l’utilizzo del microscopio ingranditore, capace di aumentare esponenzialmente la visibilità di tutte le strutture cerebrali e dei singoli vasi sanguigni, assieme al neuronavigatore hanno guidato la mano del neurochirurgo lungo la rete stradale già presente nel nostro cervello: rete che deve essere percorsa in delicata progressione - un po’ come si fa con le pagine dei libri molto rari, sfogliate una a una - fino ad arrivare, usando la massima cautela, all’esatto target chirurgico”. Per l’adolescente la perdita del campo visivo probabilmente sarà irreversibile, mentre i problemi correlati al pronunciamento delle parole scompariranno presto.

Il secondo caso riguarda una ragazza di 22 anni affetta da lievi deficit neurologici originaria di La Spezia, che si è sottoposta a un intervento di 8 ore in posizione seduta per facilitare l’asportazione di un grande tumore del mesencefalo. Una ragazza che sarebbe andata incontro a un peggioramento del suo stato di salute nel giro di pochi mesi: dalla modificazione del tono della voce, all’incapacità di deglutire sostanze liquide e cibi solidi, di mantenere l’equilibrio e di coordinare gli arti inferiori durante il movimento delle gambe, alla possibilità di cadute, capogiri, svenimenti improvvisi fino ad uno stato di coma. Il costante monitoraggio diagnostico, ripetuto nel corso degli ultimi 5 anni, evidenziava infatti una rapida crescita dimensionale della neoplasia.

“Il mesencefalo è la componente cerebrale fondamentale per l’esistenza degli individui – commenta Borghesi - È la centralina deputata al controllo del ritmo sonno-veglia; è la parte del nostro cervello in cui si trovano tutte le strutture anatomiche indispensabili alla coniugazione dello sguardo e, soprattutto, alla vita. Se queste strutture vengono, per qualsiasi ragione, minimamente compromesse il paziente perde conoscenza ed entra in coma. Ancora una volta è stata la microchirurgia a venirci in aiuto: la massa tumorale era molto grande, tanto da affiorare esternamente al mesencefalo. La ragazza è stata operata in posizione quasi seduta per favorire il lavoro dei neurochirurghi e permettere una progressiva separazione delle strutture anatomiche cerebrali fino ad esporre in toto la lesione. L’asportazione, eseguita in anestesia generale dall’équipe con il Professor Fabio Calbucci, tra i maggiori esperti di neurochirurgia in Italia, è risultata pressoché totale. Se nei prossimi controlli medici si dovesse individuare un piccolo residuo della lesione o una ricrescita del tumore, sarà possibile intervenire con la radioterapia mirata che qui effettuiamo tramite Gamma Knife”. La ragazza non dovrà assumere farmaci post-intervento e non è previsto nessun trattamento farmacologico, tuttavia ogni sei mesi dovrà sottoporsi a una risonanza magnetica.

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