Marina di Ravenna, "Concessioni demaniali troppo alte: e il paese muore"

"La crisi di Marina di Ravenna e dei lidi ravennati ha una sola causa: la mancanza di politiche turistiche e di sviluppo economico degne di questo nome". A pensarla così è la capogruppo della Pigna Veronica Verlicchi

"La crisi di Marina di Ravenna e dei lidi ravennati ha una sola causa: la mancanza di politiche turistiche e di sviluppo economico degne di questo nome". A pensarla così è la capogruppo della Pigna in consiglio Veronica Verlicchi: "Dopo aver consentito un progetto turistico fallimentare come Marinara, il sindaco de Pascale nulla ha fatto per richiamare investimenti e rilanciare il turismo a Marina di Ravenna. Strade e marciapiedi dissestati e pericolosi, banchine e zona canale degradata, eventi enogastronomici che fanno concorrenza ai ristoranti locali, parchi e aree verdi in condizioni disastrose, area ex Xenos in condizioni pietose. Tutte conseguenze delle scelte scellerate del Pd di Ravenna.  La speculazione edilizia degli ultimi 20 anni, che ha arricchito pochi, ha portato ingenti danni economici alla località, a cominciare dai subappaltatori di Marinara, passando per chi ha investito dentro Marinara e terminando sui tantissimi operatori turistici della località. A questo quadro desolante si aggiunge la crisi di molte attività che insistono sui terreni demaniali, costrette a chiudere e a restituire la concessione all’Autorità Portuale, vedasi lo stabulario e il ristorante Al Porto: attività vessate anche dal costo esoso delle concessioni demaniali".

La consigliera d'opposizione evidenzia poi la presenza di alcune "disparità di trattamento": "A ben guardare, infatti, si scopre che ci sono attività commerciali che pagano un canone di concessione annuale di circa 44 euro al metro quadrato, altre 58 euro e altre poco più di 3 euro al metro quadrato all’anno. E’ chiaro che questa evidente sproporzione e ingiusto trattamento vada immediatamente eliminato e rivisto, con una diminuzione per le attività che pagano un canone elevatissimo e un forte aumento per Marinara. Certo é che l’Autorità Portuale gestisce diverse aree demaniali a Marina di Ravenna, tra le quali anche il Mercato del Pesce; risulta, pertanto, indispensabile nonché strategico per il rilancio della località, che essa elabori, approvi e realizzi, insieme al Comune di Ravenna, un progetto di totale e profonda riqualificazione di tutte le aree fatiscenti e degradate. Tra queste, sono particolarmente urgenti la riqualificazione del Mercato del Pesce e la sistemazione delle banchine di attracco dal faro fino al traghetto attraverso anche un nuovo e moderno arredo urbano, oltre al già annunciato restauro della Fabbrica del Marchesato di competenza dell’Autorità di Sistema Portuale. Siamo inoltre convinti che vada conservato e adibito ad altre attività l’immobile che attualmente ospita il baretto (prossimo al trasferimento) e che il Comune di Ravenna vuole, incredibilmente, far demolire. La demolizione dell’immobile non farebbe altro che dar vita all’ennesima aerea non utilizzata ed esposta a un repentino degrado. É questo che vuole il Comune di Ravenna? É ora di mettere la parola fine all’indifferenza delle amministrazioni a guida Pd che, dopo aver spolpato i nostri lidi favorendo la speculazione edilizia, li hanno abbandonati al loro destino relegando residenti e attività commerciali a fare i conti con la mancanza di strategie per il rilancio turistico ed economico.  Il tutto mentre altre località a noi vicine, come Cervia, Cesenatico, Bellaria, Rimini e Riccione sono cresciute a vantaggio di cittadini e imprese".

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