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Massa Lombarda, in Consiglio comunale la protesta degli insegnanti di scuole per l’infanzia

Era intenzione dei docenti e dei genitori "ottenere risposte chiare in merito alla decisione di mantenere “esternalizzati” i servizi educativi 0/6 anni del territorio"

Lunedì un gruppo di docenti della scuola dell’infanzia e alcuni genitori hanno partecipato al Consiglio comunale di Massa Lombarda dove, all’ordine del giorno, c’era la presentazione del futuro polo educativo 0/6 anni. "Era intenzione dei docenti e dei genitori ottenere risposte chiare in merito alla decisione di mantenere “esternalizzati” i servizi educativi 0/6 anni del nostro territorio, anche la dove è possibile assumere personale pubblico - illustra in una nota un gruppo di insegnanti di scuole per l’infanzia della vigente graduatoria dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna -. Le risposte in merito non ci sono state".

"La richiesta di chiarezza nasce dal fatto che se nel 2015 l’Unione dei Comuni della Bassa Romagna ha deciso di “esternalizzare” la gestione dei servizi all’infanzia in quanto priva di una graduatoria pubblica da cui attingere personale, oggi è ancora vigente una graduatoria derivata dal concorso pubblico per l’assunzione di insegnanti di scuola per l’infanzia indetto dall’Unione nel maggio 2017 per i Comuni della Bassa Romagna - viene illustrato -. La disponibilità di una graduatoria e la contemporanea scadenza nell’agosto 2018 dell’appalto dei servizi educativi “esternalizzati” sono elementi che hanno portato insegnanti e genitori a domandarsi se non fosse il momento adatto per riportare le scuole del territorio sotto la diretta gestione dei comuni, anche sulla scia positiva di quanto avvenuto nel Comune di Imola. Invece l’appalto dei servizi educativi ed integrativi per l’infanzia, in scadenza nell’agosto 2018, è stato prorogato dalla Giunta dell’Unione per un ulteriore biennio, ossia fino al 22 agosto 2020".

"Riportare le scuole dell'infanzia ad una diretta gestione comunale significa riqualificare il nostro patrimonio scolastico, garantire continuità educativa, qualità dei servizi, la diretta formazione di un corpo insegnante fortemente legato al territorio, nonché un risparmio a livello economico rispetto alla gestione affidata a cooperative - viene aggiunto -. Oggi, di fronte alla proroga dell’appalto dei servizi educativi per altri due anni, ci domandiamo se questa strada non abbia un puro valore politico; si sta perdendo di vista la reale portata di un servizio gestito in modo diretto dai Comuni, non si sta valutando che oggi le condizioni permetterebbero questo importante passaggio. È nell’interesse delle insegnanti far conoscere la reale gestione degli attuali servizi per l'infanzia affinché la cittadinanza possa valutarne la qualità; è inoltre nostra convinzione che affidare l’educazione dei figli, in un momento tanto delicato della loro crescita, sia una scelta importante e che solo una gestione pubblica porti ad un’alta qualità dei servizi educativi. La scuola pubblica è un diritto di scelta di ogni famiglia. L'infanzia non va svenduta, tanto meno appaltata".

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