Cronaca Porto fuori-Punta Marina

"Massacro urbanistico di Porto Fuori": il consiglio della Darsena boccia il progetto

Lunedì sera, in videoconferenza, il Consiglio territoriale Darsena ha bocciato all’unanimità, con tre astensioni, il Progetto Urbanistico Attuativo (Pua) denominato “S9 – Porto Fuori est-via Bonifica”

Lunedì sera, in videoconferenza, il Consiglio territoriale Darsena ha bocciato all’unanimità, con tre astensioni, il Progetto Urbanistico Attuativo (Pua) denominato “S9 – Porto Fuori est-via Bonifica”. Hanno votato contro, insieme al presidente Nicola Grandi (Lista per Ravenna), gli altri consiglieri di Lega Nord, Forza Italia, Cambierà, Ravenna in Comune, Lista per Ravenna e Partito Repubblicano. Si sono astenuti i due consiglieri di Art.1 Mdp e il consigliere Ulivini del Pd (unico presente su 5).

"Il consiglio della Darsena, in cui ricade Porto Fuori, ha così confermato, in sintonia col comitato cittadino del paese stesso, la contrarietà (sempre espressa) degli abitanti di questo territorio ad un progetto ritenuto sbagliato da più punti di vista - spiega il capogruppo di Lista per Ravenna Alvaro Ancisi - Innanzitutto per la cementificazione di oltre 8 ettari e mezzo dei terreni agricoli a nord-est di Porto Fuori, compresi circa 80 orti sociali coltivati da abitanti del posto, allo scopo di costruirvi 17.110 metri quadrati di case, pari a qualche centinaio di appartamenti, di cui il paese non ha alcuna necessità. Ma anche perché, in cambio di questa svendita di territorio vergine, si intende costruire una circuitazione di Porto Fuori, specie di bretella nord del paese, ritenuta inutile, se non dannosa. Originariamente la bretella avrebbe dovuto collegare la statale Classicana con via Bonifica, a beneficio del traffico turistico proveniente da Ravenna sud diretto al mare, così aggravando la già sofferta circolazione dell’unica strada di accesso ed uscita dal porto, a causa del relativo esorbitante traffico commerciale e industriale. Nella versione finale, discussa ieri, la circuitazione è rimasta tuttavia monca, perché ridotta al tratto tra via Bonifica e via Staggi, dunque inservibile. L’altro tratto, comprendente le intersezioni con via Stradone e con la Classicana, sulla quale si dovrebbe fare anche un cavalcavia, resta solo sulla carta, da costruire, a carico del Comune, chissà quando e con chissà quali soldi. È infatti venuto meno un secondo accordo (l’S10) con i proprietari degli altri terreni agricoli a nord-ovest di Porto Fuori, che avrebbero dovuto farsene carico in cambio di ulteriori costruzioni edilizie".

"Si aggiungono due contestazioni di legittimità avanzate da Lista per Ravenna - continua Ancisi - La lottizzazione delle aree agricole di Porto Fuori per farne la “circuitazione” si fonda, sia dall’origine della pianificazione urbanistica 2010/2015, che nei “contratti” stipulati coi proprietari dei terreni agricoli privati interessati al progetto sulla seguente testuale condizione: “L’interesse pubblico si manifesta nel momento in cui la circuitazione si realizza nella sua interezza, coinvolgendo entrambi i comparti S9 ed S10”. Venuto meno il secondo, così crollando l’interesse pubblico, l’intero progetto avrebbe dovuto essere cassato. L’approvazione del Pua S9 era oltretutto condizionata al superamento di alcune “criticità”, tra cui l’“alta potenzialità edificatoria residua del centro abitato riferita ai comparti di nuovo impianto approvati e in corso di attuazione”. Questa criticità è rimasta, anche dopo la decadenza della pianificazione urbanistica 2010-2015, perché sono rimasti ancora da edificare, all’interno del paese, tre quarti delle due grandi “vecchie” lottizzazioni denominate P110 e P008, pari esattamente a 13.766 metri quadrati. Sommandosi ai 17.110 metri quadrati del comparto S9, Porto Fuori, borgata di 3.770 abitanti dovrebbe subire l’enormità di 30.876 metri quadrati di nuove edificazioni, oltretutto in grave contraddizione con la nuova legge regionale sull’urbanistica del 2017 che impone un freno al consumo di suolo vergine e all’espansione delle città e dei paesi".

Legambiente

"Rispetto al progetto originario, che prevedeva anche il comparto CoS10 e la circuitazione, per l’attuale “Comparto CoS9 – Porto Fuori Est – via bonifica Porto Fuori” rimane ancora attiva la costruzione del residenziale prevista dall’accordo con il privato a cui sarebbe conseguita la realizzazione della circuitazione che avrebbe unito l’estremità est di Porto Fuori, con l’estremità ovest di via Stradone, passando a nord dell’abitato quindi incrociandosi con la Classicana - spiegano dal circolo Matelda di Legambiente - Nello specifico, la parte di progetto che rischia di concretizzarsi tratta dell’urbanizzazione di 8,5 ha di terreno vergine, con 17.110 mq di residenziale e di commerciale, insieme ad un tratto stradale più breve di quanto originariamente previsto, ma che in ogni caso non farebbe altro che alimentare il traffico su gomma. Scelte del passato che rischiano ancora oggi di affermarsi e di concretizzarsi. Non è certamente l’unica: vedi gli attuali lavori per l’ampliamento del centro Teodora e la proposta di Piano Urbanistico Attuativo del quartiere San Giuseppe. Ma sono tanti altri i progetti di urbanizzazione sul nostro territorio, che si aggiungono alle opere elencate all’interno di un nostro recente dossier sul consumo di suolo a Ravenna. Con la definizione del nuovo Piano Urbanistico Generale, Legambiente si augura che “consumo di suolo zero” e “rigenerazione urbana” diventino le parole chiave della nuova urbanistica del territorio che dovrà incrociarsi con il contrasto all’Emergenza Climatica, l’ampliamento delle aree verdi in città e le esigenze di mobilità sostenibile, centrali nella progettazione delle città post Covid-19. Gli errori del passato devono essere riconosciuti dalla politica come tali, inviando messaggi chiari su un’idea di gestione del territorio. Con la volontà politica si può e si deve cambiare, altrimenti sarà sempre più complicato interrompere la continuità col passato",

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