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Matteo Cagnoni è tornato a Ravenna: accolta la richiesta del dermatologo

Cagnoni chiedeva da tempo di portar fare rientro nel carcere della sua città, usando come argomento le crisi di panico che a Bologna sarebbero peggiorate

Alla fine ha ottenuto - con grande sorpresa - quello che chiedeva a gran voce da tempo: Matteo Cagnoni, il dermatologo ravennate condannato in primo grado all'ergastolo per l'omicidio della moglie Giulia Ballestri, dopo il trasferimento al carcere della Dozza di Bologna avvenuto il 4 agosto scorso ha fatto ritorno alla casa circondariale di Port'Aurea, a Ravenna. Il dermatologo è tornato in città venerdì sera, come riporta l'articolo pubblicato dal Resto del Carlino ravennate in edicola domenica. Cagnoni chiedeva da tempo di poter fare rientro nel carcere della sua città, usando come argomento le crisi di panico, delle quali si discusse già durante il lungo processo in Corte d'Assise, che a Bologna sarebbero peggiorate, oltre alla volontà di riuscire a essere più vicino ai familiari (in città vivono i tre figli di Cagnoni, affidati al fratello di Giulia Guido Ballestri). La casa circondariale di Ravenna, tuttavia, non sarebbe idonea - proprio in quanto casa circondariale, e non carcere - a ospitare condannati per reati così gravi come l'omicidio pluriaggravato, tanto che il carcere ospita circa 80 detenuti tutti condannati in via definitiva a pene non superiori a 5 anni o in attesa di giudizio.

Tra tante scarpe rosse anche tre scarpette bianche per l'omicidio di Giulia Ballestri - FOTO

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