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Martedì, 17 Maggio 2022
Cronaca

Maxi traffico illecito di rifiuti pericolosi e altamente tossici: tre ditte nei guai

Sequestrata un’area di circa 15mila metri quadri (quasi come due campi da calcio) sulla quale, senza alcuna forma di impermeabilizzazione del terreno e senza alcuna autorizzazione, erano stoccati 74 cassoni colmi di rifiuti di varia natura

Scacco matto al traffico illecito di rifiuti pericolosi. Si è conclusa nella tarda serata di martedì una complessa operazione di polizia giudiziaria che ha visto coinvolti i reparti della specialità forestale dell’Arma dei Carabinieri nelle province di Ravenna, Bologna e Rimini. L’attività di indagine, iniziata un anno fa dai militari di Ravenna, ha portato alla luce una complessa attività organizzata nel traffico illecito di rifiuti messa in piedi da tre ditte del ravennate che - attraverso una ben studiata suddivisione dei compiti - generavano falsi formulari di identificazione rifiuti e stoccavano abusivamente ingenti quantità di rifiuti (anche pericolosi) traendone, in tal modo, un lauto e ingiusto profitto e facendo venire meno la tracciabilità dei rifiuti.

I militari, sotto la direzione della DDA di Bologna, durante le operazioni di perquisizione delle tre ditte nella varie sedi legali e operative hanno posto sotto sequestro una grossa mole di documentazione cartacea e digitale utile all’indagine e un’area di circa 15mila metri quadri (quasi come due campi da calcio) sulla quale, senza alcuna forma di impermeabilizzazione del terreno e senza alcuna autorizzazione, erano stoccati 74 cassoni colmi di rifiuti di varia natura, tra cui possibile presenza di materiale altamente tossico. Una prima caratterizzazione dei rifiuti è stata effettuata grazie alla preziosa collaborazione del personale di Arpae di Ravenna. I tre titolari delle rispettive ditte sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria per il reato di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti, punito con la reclusione da uno a 6 anni.

Le attività di indagine proseguiranno e non si esclude che possano emergere profili di responsabilità anche da parte di altre aziende del settore. Curioso è come tale operazione sia avvenuta in concomitanza con l’approvazione alla Camera della proposta di legge che prevede l’inserimento nella Costituzione della tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, svolta epocale nella quale si inserisce l’Arma dei Carabinieri, con la specialità forestale, come prima forza di polizia ambientale a livello europeo e mondiale.

"Voglio complimentarmi con tutta l'Arma dei Carabinieri e in particolare con i Carabinieri forestali di Ravenna per la brillante indagine condotta, sotto la direzione della DDA di Bologna - commenta il sindaco Michele de Pascale - Per un territorio come il nostro, con una forte vocazione verso i servizi ambientali, sapere di poter contare su queste professionalità, a tutela della legalità, è cruciale. L'Arma dei Carabinieri, con l'ormai consolidato accorpamento del Corpo Forestale dello Stato, ha accresciuto ancora di più le proprie già importanti competenze in materia ambientale, realizzando una grande eccellenza a livello europeo e internazionale".

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