Mazzette in cambio di false revisioni: tra i 200 indagati anche dei ravennati

Il rodato meccanismo illecito scoperto era ormai noto anche alle ditte di autotrasporto fuori dall’Emilia-Romagna. Alla Motorizzazione Civile venivano sottoposti a revisione automezzi provenienti da tutta Italia

E’ arrivata anche a Ravenna l’inchiesta sulle ‘revisioni false’ del Comando Provinciale della Guardia di Finanza e degli agenti della PolStrada di Ferrara, che hanno arrestato 7 persone - 3 in carcere e 4 ai domiciliari - tra cui 2 dipendenti della Motorizzazione Civile di Ferrara e il titolare di un’agenzia di pratiche auto. Sono complessivamente 216 le persone indagate per i reati di corruzione, falso e abuso di ufficio.

L’indagine ha portato ad accertare l’esistenza di un disegno criminoso in atto da anni finalizzato a garantire, dietro pagamento di somme di denaro (fino a 350 euro per pratica) a favore di funzionari pubblici, il buon esito delle procedure di revisione di autocarri e rimorchi che, in condizioni normali, non avrebbero mai potuto superare le verifiche annuali obbligatorie perché privi dei requisiti tecnici richiesti. A fungere da intermediario tra gli attori era il titolare di un’agenzia di pratiche d’auto di Ferrara.

Gli investigatori hanno accertato che più di 350 veicoli non sono mai transitati dalle linee di controllo, e sono al vaglio le posizioni di ulteriori 270 mezzi pesanti che indipendentemente dagli accertamenti, saranno segnalati per la revisione straordinaria. Camion e libretti sequestrati sono riferibili infatti ad oltre 30 province, tra le quali quella di Ravenna, ma anche Ascoli Piceno, Benevento, Bologna, Brescia, Caserta, Cremona, Cosenza, Catania, Forlì-Cesena, Foggia, Firenze, Isernia, Crotone, Messina, Milano, Mantova, Modena, Massa Carrara, Napoli, Novara, Piacenza, Padova, Pisa, Parma, Pavia, Potenza, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Roma, Rimini, Rovigo, Salerno, Siena e Verona.

Le numerose registrazioni acquisite agli atti delle indagini, hanno immortalato il profitto del reato, ovvero il denaro nascosto all’interno dei documenti o delle classiche “bustarelle” che le parti si scambiavano durante le operazioni di controllo dei mezzi. Tra i “favori” che i dipendenti della Motorizzazione facevano alle ditte di autotrasporto in cambio di denaro c'era anche la possibilità di anticipare o posticipare di diverse settimane la prenotazione della revisione.

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Il rodato meccanismo illecito scoperto era ormai noto anche alle ditte di autotrasporto fuori dall’Emilia-Romagna. Alla Motorizzazione Civile di Ferrara venivano sottoposti a revisione automezzi provenienti da tutta Italia, con la certezza che, con alcune centinaia di euro, era possibile “comprare” le verifiche anche in presenza di gravi inefficienze di tipo meccanico o elettrico (sistemi frenanti non idonei o non completamente efficienti, usura degli pneumatici oltre gli standard consentiti, malfunzionamento dell’impianto luci ecc.). Le riprese video effettuate dagli investigatori, oltre a svelare il giro di denaro e di favori, hanno consentito di fotografare la spregiudicatezza con cui, in molti casi, venivano occultate le carenze al sistema frenante o agli pneumatici dei veicoli, consentendo la circolazione su strada di mezzi non sicuri.

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