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Col lockdown dimezzati i morti sulla strada: e sulle auto arriva l'alcol lock obbligatorio

Si tratta di misuratori che attraverso l’analisi del fiato dell’autista segnalano se si superano o meno i parametri alcolemici. In caso di superamento del limite, il mezzo non si accende

Il 2020 è stato un anno caratterizzato dalla comparsa e persistenza della pandemia da Coronavirus. I periodi di lockdown e delle restrizioni più o meno ampie hanno inciso su tutti gli aspetti sociali, flussi di traffico compresi. Gli effetti sul traffico stradale sono scaturiti da significative riduzioni degli spostamenti - scuole chiuse o parzialmente aperte, possibilità di smartworking - e da modifiche della propensione a utilizzare il trasporto pubblico. Le riduzioni di traffico sono state più significative nelle strade locali rispetto a quelle destinate alla grande circolazione, considerato che l’Emilia-Romagna è una zona centrale e di attraversamento per chi deve transitare verso nord da sud e viceversa.

Meno morti sulle strade grazie al lockdown

"Queste premesse per spiegare che la riduzione dei decessi avvenuti a seguito di incidente stradale in Emilia-Romagna nel 2020 (164) rispetto ai 352 nel 2019 non è da imputarsi a comportamenti virtuosi, ma a condizioni straordinarie e irripetibili dovuti alla presenza del Covid e alle conseguenti azioni per limitarne la diffusione - spiega Mauro Sorbi, presidente dell'Osservatorio per l’educazione alla sicurezza stradale Emilia-Romagna - Si segnala, inoltre, che nel 2020 è stata autorizzata la presenza di dispositivi di e-mobility, in primis i monopattini elettrici".

Le 164 persone decedute nel 2020 (352 nel 2019) sono così suddivise per tipologia di utente della strada: 68 automobilisti (131 nel 2019), 43 motociclisti (74 nel 2019), 21 pedoni (57 nel 2019), 20 ciclisti di cui uno su monopattino (60 nel 2019), 12 autisti di mezzo pesante (26 nel 2019). Di questi, 144 sono uomini e 20 donne.

Sicurezza stradale: le novità

Il 2020 è un anno molto importante per la sicurezza stradale: al 31 dicembre si è chiuso il decennio relativo al secondo obiettivo di dimezzare i parametri degli Stati membri dell’Unione Europea relativi all’incidentalità stradale, rispetto a quelli del 2010. Per quanto attiene quello più importante, i decessi, la nostra regione ha centrato l’obiettivo, perché non avrebbe dovuto superare le 203 unità. L’obiettivo è stato centrato, ma va considerato che tale cifra è stata raggiunta considerando i mesi di lockdown e le restrizioni a seguito degli atti sia del Presidente del Consiglio che delle Autorità locali.

La pandemia ha profondamente mutato la vita di tutti e la mobilità ha subito uno stop come non era mai successo. Nel periodo di lockdown il tasso di mobilità (percentuale di persone che hanno compiuto almeno uno spostamento in giornata, ad eccezione dei tragitti a piedi inferiori ai 5 minuti) è scesa al 32%, contro l’85% ante Covid-19, impattando pesantemente anche sulla lunghezza media degli spostamenti (40%). Le conseguenze sono un ridotto rischio di essere soggetto o oggetto di incidenti stradali, come attestano i dati riportati. In sintesi, emergono diminuzioni che nella regione Emilia-Romagna toccano anche punte del 91,8% (90% in Italia) durante il mese di aprile; mediamente il decremento degli incidenti stradali è stato dell’80,3% a marzo e dell’85,8% ad aprile (72% a marzo e 85% ad aprile in Italia).

La Commissione europea persegue e rafforza il suo obiettivo di azzerare il numero dei decessi entro il 2050 (vision zero), perché gli incidenti stradali sono “assassini silenziosi”. Da pochi giorni è uscito un suo documento sulla sicurezza stradale che si sofferma sull'acquisizione della patente di guida: sono previsti esami più severi che riguarderanno non solo la conoscenza del Codice della Strada, ma anche l’acquisizione della consapevolezza dei rischi quando si è sulla strada. Si comincia anche a parlare di formazione post patente, anche perché la popolazione invecchia e necessita di corsi obbligatori di aggiornamento.

L''alcol lock' per fermare gli ubriachi alla guida

E' stato stabilito, inoltre, che dal 2022 sia obbligatoria a bordo dei veicoli la presenza dei dispositivi “alcol lock”, misuratori che attraverso l’analisi del fiato dell’autista segnalano se si superano o meno i parametri alcolemici. In caso di superamento del limite, il mezzo non si accende. Già dal 2021, in alcuni casi specifici (aver causato gravi incidenti per alcolemia), sarà obbligatoria l’istallazione. Sulle auto sarà presente il dispositivo 'isa' per autoregolare la velocità in alcuni tratti stradali e la scatola nera per la registrazione degli incidenti. In Italia, poi, da quest’anno i proventi dei dispositivi che tengono sottocontrollo il sistema viario (per eccesso di velocità) avranno l’obbligo di essere utilizzati per accrescere la sicurezza stradale.

Analisi delle probabili cause e concause

Distrazione - E' causa o concausa di comportamenti che creano incidentalità; oltre l’81%. Ci sono tre grandi cause di distrazioni alla guida:

- Distrazioni manuali: tutte quelle azioni che non ci fanno tenere saldamente il volante con due mani come maneggiare sigarette, navigatori, rasoi, trucchi, usare un cellulare, bere bibite o mangiare.

- Distrazioni visive: tutte quelle azioni che ci fanno allontanare lo sguardo dalla strada come guardare il navigatore, leggere un sms, cercare qualcosa.

- Distrazioni cognitive: tutte quelle azioni che ci fanno perdere la concentrazione alla guida come pensare a problemi, ripassare mentalmente un discorso, organizzare la giornata.

Mancato rispetto della distanza di sicurezza - E' un’altra causa di incidentalità. "Il nostro Codice non riesce ancora a quantificare la distanza di sicurezza obbligatoria e viene addebitata l'infrazione di “insufficiente distanza di sicurezza” solo dopo che è avvenuto un tamponamento e le Forze dell'ordine hanno verificato che la distanza era insufficiente - accusa Sorbi - Così si va avanti all'infinito senza mai prevenire i tamponamenti. Il 45% degli incidenti è dovuto a tamponamenti, e spesso sono coinvolti i mezzi pesanti. Ci chiediamo perché il Governo non inserisca degli incentivi per facilitare lo svecchiamento del parco automezzi pesanti, con la conseguente presenza su strada di camion dotati dei sistemi di sicurezza all’avanguardia ed in grado di ridurre drasticamente questa causa di incidentalità".

Abitudinarietà del percorso - Altro particolare di non poco conto, perché porta ad un “distacco” della attenzione alla guida e ad una (falsa) sicurezza psicologica sulla “conoscenza” del percorso inducendo ad una minore attenzione”.

Aggressività stradale - I vari esponenti delle Forze dell’ordine affermano che è in costante aumento il fenomeno della aggressività tra i vari utenti della strada, con insulti e minacce verbali e gestuali rivolte in particolare alle donne e agli anziani anche per futili motivi. La presenza di questa cosiddetta 'road rage' - rabbia stradale - è anche causa di mancanza di attenzione alla guida.

Abuso di alcol e sostanze stupefacenti - Guidare sotto l’influenza di alcol e stupefacenti incrementa il rischio di incidente del 35,9 volte e da recenti statistiche risulta che quasi il 50% degli incidenti stradali mortali abbia proprio come concausa l’abuso di alcool e di sostanze stupefacenti. La novità è che il fenomeno colpisce prevalentemente la fascia di età over 40, mentre si è ridotto quello delle cosiddette “stragi del sabato sera”. La mobilità sostenibile, la “vision zero" (zero morti sulle strade), la sicurezza di tutti gli utenti sono obiettivi di una società civile.

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