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Fuga di metadone dal Sert nella tragica morte di 'Balla'? L'Ausl: "Massima collaborazione"

Massima collaborazione dell’Ausl Romagna alla magistratura sull’uscita irregolare di metadone dal Sert di Ravenna. E’ quanto assicura l’ente sanitario

Massima collaborazione dell’Ausl Romagna alla magistratura su quella che viene considerata dalla Procura un'irregolare di metadone dal Sert di Ravenna. E’ quanto assicura l’ente sanitario alla notizia delle indagini nei confronti di tre persone per presunte violazioni della legge sugli stupefacenti, tra cui una dottoressa del servizio sanitario pubblico che si occupa delle tossicodipendenze. L’Ausl inoltre rende noto che “in relazione a nuovi elementi emergenti dall’indagine, si attiverà nei modi e nelle forme previste dalle norme.”

La vicenda si ricollega alla tragica morte di Matteo Ballardini, abbandonato in agonia per ore in un parcheggio di Lugo il 12 aprile del 2017. Per quel tragico episodio sono già stati identificati e incriminati gli amici che, secondo le accuse, lo hanno abbandonato in overdose e per ore non hanno avvisato i soccorsi che pure avrebbero potuto salvare la vita a 'Balla'. Nel corso dell'indagine emerse che la 22enne di Lavezzola accusata di aver passato la dose letale all'amico in chat, poche ore prima di quella serata maledetta, si era vantata di possedere metadone "in quantità industriale". Situazione effettivamente riscontrata dagli inquirenti.

Come gli era giunta quella sostanza in teoria vietata? Le indagini hanno messo sotto inchiesta, in un fascicolo parallelo, la zia della 22enne, una 66enne di Ravenna, in attività all'Ausl di Imola. Con lei anche una 62enne professionista del Sert di Ravenna. Tutte e tre sono accusate di falso, peculato e violazione della legge sugli stupefacenti. Il metadone sarebbe giunto nella disponibilità della 22enne con una procedura coperta dal massimo anonimato, anche all'interno del Sert stesso. Per le accuse la "fornitura" arrivava per vie di amicizia e con una corsia preferenziale che permetteva alla 22enne di non essere censita come tossicodipendente. Procedura che il legale della dottoressa ravennate considera invece legale e rispettosa delle regole interne del Sert.
 

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